Occhio secco, l'umidità incide: partono gli screening gratuiti

giovedì 16 maggio 2019

Da oggi, fino al 14 giugno, i leccesi potranno accedere al Fazzi e in altri centri d’Italia per visite gratuite di prevenzione e diagnosi della sindrome dell’occhio secco: ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Costa. 

Anche il Vito Fazzi di Lecce aderisce al “Mese della Prevenzione e Diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco”, promosso dal Centro Italiano Occhio Secco(CIOS), in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria di Varese, sotto il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Lombardia, del Comune di Milano e della Società Italiana di Oftalmologia(SOI).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito questo problema “tra i più sottovalutati disturbi della società moderna” e in Italia colpisce il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione over 50. Secondo l’esperta che abbiamo intervistato oggi, l’oculista ospedaliera Maria Costa, molti leccesi soffrono di questo problema per le condizioni climatiche (eccessiva umidità) e, più che sottovalutare il problema, tendono ad automedicarsi. 

Infatti, tra le molte cause dell’occhio secco vi è il drastico cambiamento delle condizioni climatiche del globo. Le ondate di calore, la siccità ormai quasi perenne, la desertificazione di aree sempre più prossime alla città hanno causato un aumento dell’incidenza della secchezza degli occhi e un peggioramento dei suoi sintomi, come hanno certificato molteplici studi scientifici.

L’INIZIATIVA E GLI SCREENING 

L’iniziativa prevede, fino al 14 giugno, visite oculistiche gratuite presso diversi Centri di eccellenzauniversitari e ospedalieri su tutto il territorio nazionale. A Lecce gli interessati possono farsi visitare presso il Reparto di Oculistica dell’Ospedale “Vito Fazzi”, in Piazzetta Muratore, ma è necessaria prima la prenotazione perché le richieste sono tantissime. Per usufruire dello screening è necessario prenotare la visita attraverso il sito www.centroitalianoocchiosecco.it. 

L’équipe di specialisti, guidata dal dottor Antonio Mocellin, dalle dottoresse Maria Carmela Costa e Milena L’Abbate e dall'ortottista Paola Andrisano, sarà a disposizione per diagnosticare la presenza della patologia e suggerire le opportune terapie.

INTERVISTA ALL’OCULISTA DEL CENTRO DEL “VITO FAZZI”, DOTTORESSA MARIA CARMELA COSTA 

Dottoressa, per il secondo anno consecutivo dedicate una giornata allo screening per l’occhio secco. Com’è andata quest’anno?

“Quest’anno è andata ancora meglio del primo anno: abbiamo aperto le prenotazioni tramite Internet e abbiamo registrato tantissime adesioni. Abbiamo avuto il tutto esaurito in meno di una settimana, questo significa che molte persone soffrono di questo tipo di problema e sono coscienti di averlo”. 

I pazienti si informano di più grazie a internet...

“Questa sindrome oggi è molto più conosciuta rispetto in passato: se ne parla di più. I media ne parlano. Il paziente spesso cerca di curarsi da solo: esistono una moltitudine di lacrime artificiali. Il problema è che molti si fanno autodiagnosi di occhio secco: le automedicazioni possono generare altri guai all’occhio. Quindi, il problema si conosce, ma lo si affronta in maniera sbagliata, perché bisognerebbe rivolgersi a un oculista”.

Quali sono i principali problemi che genera l’occhio secco? 

“Può generare la sensazione di corpo estraneo, il bruciore, la lacrimazione e la fotofobia. In genere il problema è associato sempre a una condizione di allergia, per cui i pazienti allergici (o con altre patologie di base che generano il problema dell’occhio secco) lamentano sempre bruciore e sensazione di sabbia negli occhi”. 

Il clima in cui viviamo è determinante? 

“Certamente! Viviamo in un clima molto umido in cui è più facile sviluppare le allergie e, quindi, è molto probabile che si associ anche l’occhio secco”. 

Generalmente è un problema solo di chi è allergico? 

“Non sempre, ci sono pazienti che soffrono di questo problema perché hanno patologie di base di tipo reumatologico, patologie della tiroide, donne in menopausa: generalmente c’è sempre una patologia di base. L’eziologia è legata o a una scarsa produzione di lacrime o a un’alterazione della produzione. Il meccanismo eziopatogenetico è legato a questo”. 

Come si fa la diagnosi?

“Innanzitutto non si può autodiagnosticare la sindrome dell’occhio secco. È necessario rivolgersi a un oculista che farà una visita accurata con la strumentazione adeguata. Gli esami strumentali non invasivi evidenzieranno il tipo di occhio secco con cui abbiamo a che fare”. 

Le problematiche dell’occhio secco sono diverse e le terapie differiscono da persona a persona, vero?

“Certamente. La terapia è differente. Se ci troviamo di fronte un occhio con una scarsa produzione di lacrime, lieve o marcata, possiamo intervenire con sostituti lacrimali di varia intensità e tipologia. Ci sono sostituti lacrimali meno densi e più densi: solo lo specialista sa di quale prodotto e di quanto ne abbia bisogno il paziente affetto da questa sindrome. Quando il sostituto lacrimale non è sufficiente, ci sono altre terapie parachirurgiche, ci sono tutta una serie di trattamenti che oggi si eseguono. Si tratta di interventi mirati a risolvere il problema delle ghiandole che producono le lacrime. La scarsa lacrimazione e quindi la secchezza dell’occhio viene generata proprio dal cattivo funzionamento di questa ghiandola deputata alla lacrimazione”.  

Gaetano Gorgoni

Altri articoli di "Salute Sette"
Salute Sette
19/08/2019
 A guardarlo sembra un piccolo mostro fatto di ossa, sebo, denti e capelli, ma con ...
Salute Sette
10/08/2019
Dopo il caso di Bibbiano, si è acceso un faro sugli affidi in tutta Italia. ...
Salute Sette
09/08/2019
Monete, collane, biancheria intima, bigiotteria varia e tantissimi cibi contengono ...
Salute Sette
08/08/2019
La prima terapia a base di cellule CAR-T (Chimeric Antigen ...
 A guardarlo sembra un piccolo mostro fatto di ossa, sebo, denti e capelli, ma con una semplice operazione il ...
clicca qui