Genio di origine salentina a capo del Consiglio Ue della ricerca

giovedì 16 maggio 2019
Mauro Ferrari, la cui famiglia è originaria di Parabita, a partire dal 2020 sarà il nuovo presidente dell’European Research Council. Scelto dalla Commissione Europea tra 50 candidati di altissimo livello.

Sarà Mauro Ferrari, scienziato di origini salentine, il nuovo presidente dell’European Research Council, il Consiglio europeo della ricerca. A sceglierlo tra 50 candidati di altissimo livello è stata la commissione europea, che ne ha designato il ruolo a partire dal prossimo 2020.

Di famiglia salentina, è nato e cresciuto al Nord, tra Udine, Firenze e Padova.
Due le lauree in suo possesso, in Matematica (per cui consegue anche un master in Ingegneria meccanica) e in Medicina Interna. Dopo gli studi in Italia e a Berkeley, in California, diventa professore ordinario di Ingegneria Meccanica e di Medicina Interna e direttore del dipartimento di Ingegneria Biomedica, alla Ohio State University fino al 2016. Seguono tutta un'altra serie di incarichi, tutti prestigiosi, tra cui spicca il ruolo di Special Advisor ed Eminent Scholar presso il National Cancer Institute a Bethesda, dove dirige il lancio del programma federale USA in nanotecnologia applicata al cancro, uno dei maggiori programmi al mondo in nanomedicina.
Svariati i riconoscimenti che gli vengono conferiti, tra cui l'Aurel Stodola Medal dell'Università ETH di Zurigo, il Blaise Pascal Medal della European Academy of Sciences, il CRS Founders Awarddella Controlled Release Society e l'Innovator Award per il programma di ricerca sul cancro al seno del Department of Defense americano. Completano il curriculum straordinario ben 60 brevetti a suo nome e oltre 350 pubblicazioni su riviste internazionali.

Il suo talento non è sfuggito neanche all'Italia, dove ha ricevuto due lauree honoris causa dall'Università di Palermo, in Ingegneria elettronica, e dall'Università di Napoli, in Biotecnologia. Nel 2013 l'allora Ministro della salute Beatrice Lorenzin lo ha nominato presidente della commissione incaricata di indagare sull'efficacia del metodo Stamina.

A soli 59 anni, lo scienziato ha conquistato dunque una posizione di massimo rilievo tra gli scienziati mondiali.

Nonostante tutto, sembra comunque non aver dimenticato la terra d'origine della sua famiglia: nel 2016 è difatti arrivato a Parabita per ricevere l'Apollo d’argento al merito dal Centro di cultura “Il Laboratorio”. In queste ore, alla notizia del nuovo prestigioso incarico, sono tanti i messaggi di congratulazioni e orgoglio dei parabitani.

 

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