Case a un euro per combattere degrado e spopolamento: Caprarica come Sambuca

mercoledì 23 gennaio 2019

L’adesione al progetto risale al maggio 2018: a disposizione circa una ventina di immobili abbandonati. Ma il sindaco chiarisce: “Iniziativa per la riqualificazione, non è social housing”.

Caprarica di Lecce come Sambuca ed altre realtà italiane che, per combattere degrado e spopolamento, hanno deciso di aderire al progetto “Case a un euro”, lanciato qualche anno fa in Sicilia dal critico d’arte e all’epoca sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, al solo scopo di ripopolare un paesino che rischiava di diventare disabitato.

L’idea prevede la possibilità di acquistare vecchi immobili in disuso alla simbolica cifra di un euro, per poi impegnarsi a proprie spese nella riqualificazione degli stessi. Il sindaco Paolo Greco spiega come l’adesione al progetto sia del maggio 2018 e interessi circa una ventina di realtà dentro al centro storico, tra cui vecchi luoghi di lavoro o addirittura i depositi del Palazzo Baronale.

“Si tenga conto che qui – spiega – abbiamo vissuto il boom del tabacco a cavallo tra gli anni ’50 e ’70 per poi passare a quello dell’olivicoltura, che si è evoluta, e che purtroppo oggi si trova nello stato comatoso che ben conosciamo”.

La risposta è stata finora molto alta sotto il profilo d’interesse manifestato all’acquisizione degli immobili, ma “non si tratta di un social housing – chiarisce il primo cittadino -, nel senso che l’iniziativa non vuole rispondere al bisogno abitativo in sé ma punta più sulla riqualificazione del centro storico, dove per lo più sono collocate le strutture, e al ripopolamento per assicurare il futuro a questo territorio”.

Per questo motivo, al momento il Comune sta concentrando la sua azione su attività non abitative, che richiedono costi di ristrutturazione inferiori e che generano un indotto maggiore in termini di attrattività del luogo: “Serve soprattutto – ribadisce - a rivalorizzare e dare futuro a zone abbandonate, colpite da una lenta e progressiva perdita di abitanti. Così facendo, ridiamo valore al territorio e lo rendiamo attrattivo”.

Sono tre i progetti che stanno per vedere la luce: in un vecchio frantoio ipogeo sta per nascere una “Casa della musica”, con la collaborazione di Cesare Dell’Anna ed Antonio De Luca; un altro spazio comunale ospiterà un chiosco per la realizzazione di una rosticceria e, ancora, i vecchi depositi del Palazzo Baronale saranno il luogo di laboratori e attività di una cooperativa che lavora nella sensibilizzazione ambientale.

Ma per chi, invece, volesse acquisire gli immobili, al contrario di quanto viene chiesto, ad esempio, nel caso più celebre del momento, quello di Sambuca (dove ci s’impegna a versare 5mila euro immediatamente come impegno sui futuri lavori), il sindaco assicura: “Non chiediamo anticipi, caparre o altro, ma solo l’impegno in 24-36 mesi, a seconda del tipo di immobile, di avviare i lavori di ristrutturazione”. Per chi voglia investire, le agevolazioni non mancano: niente Imu, niente Tari pur essendo seconda casa e nessuna addizionale Irpef. 

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