Al "Fazzi" intervento eccezionale: asportato polmone a 73enne senza aprire il torace

giovedì 17 gennaio 2019

Eccezionale intervento di chirurgia toracica mini-invasiva nell’ospedale salentino dove un intero polmone è stato asportato senza aprire il torace, con un’incisione di 4 cm, a una donna 73enne.

Un intero polmone asportato attraverso un’incisione di appena 4 centimetri, ossia senza aprire il torace. É l’eccezionale intervento portato a termine con successo, nei giorni scorsi, dall’équipe di Chirurgia Toracica dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, che ha impiegato una tecnica di chirurgia mini-invasiva per eliminare un grosso tumore: è la prima operazione del genere nel Centro-Sud Italia.

L’équipe, costituita dal direttore dell’Unità Operativa Gaetano Di Rienzo e dai dottori Camillo Lopez e Gaetano Greco, anestesista Paola Torsello, infermiere anestesista Stefano Perrone, infermieri di sala operatoria Alessandra Erroi, Barbara Mongelli, Edelweiss Gaetani, ha asportato il polmone sinistro in videotoracoscopia attraverso due incisioni (una di 2 cm, l’altra di 4 cm di lunghezza), quindi senza apertura del torace con divaricatore costale, inserendo gli appositi strumenti attraverso gli spazi intercostali corrispondenti alle due incisioni cutanee e con visione operativa al monitor.

La paziente, una donna di 73 anni, presentava una neoplasia del lobo inferiore del polmone sinistro con infiltrazione per contiguità del lobo superiore, per cui la radicalità oncologica, vale a dire la rimozione completa del tumore con margini liberi da neoplasia, era ottenibile solo asportando l’intero polmone.

«L’intervento di asportazione di un intero polmone (detto pneumonectomia) - spiega il direttore dell’Unità Operativa Gaetano Di Rienzo - è eseguito molto raramente con tecnica mini-invasiva videotoracoscopica perché l’intervento presenta notevoli difficoltà anatomiche e chirurgiche. I casi operati al mondo con questa tecnica sono molto rari e scarsissimi in Italia. Il vantaggio per il paziente è legato alla mini-invasività delle incisioni chirurgiche e al non uso del divaricatore costale, che comporta una marcata riduzione del dolore post-operatorio e, quindi, una notevole riduzione dei farmaci analgesici, con ripresa funzionale del paziente decisamente migliore rispetto alla tecnica tradizionale a cielo aperto».

La paziente è stata dimessa dopo 4 giorni dall’intervento, in ottime condizioni. Dal punto di vista squisitamente tecnico, l’uso di una tecnologia avanzata (suturatrici robotizzate) ha consentito un approccio sicuro alla sezione/sutura dei grossi vasi polmonari (vena polmonare inferiore, vena polmonare superiore e arteria polmonare principale) e del bronco principale, il tutto attraverso le due minuscole incisioni.

Le suturatrici robotizzate possono essere opportunamente ruotate all’interno del torace, in modo da avvolgere completamente i vasi e il bronco che devono essere contemporaneamente sezionati e suturati in maniera perfetta. A fine intervento il polmone, avvolto in una sacca impermeabile, è stato fatto uscire con opportune manovre (ma senza usare il divaricatore) attraverso una delle due incisioni, e ciò è stato possibile perché, grazie alla perfetta tecnica anestesiologica, il polmone era stato escluso dalla ventilazione ed era praticamente privo di aria, letteralmente sgonfiato.

L’U.O.C. di Chirurgia Toracica del Fazzi (20 posti letto, 7 medici e 15 infermieri in servizio) è nota in campo nazionale per la sua eccellenza in chirurgia mini-invasiva. Nel Registro Nazionale delle VATS lobectomie polmonari, che raccoglie tutti i dati statistici relativi a oltre 6000 interventi eseguiti dalle varie divisioni ospedaliere e universitarie italiane a partire dal 2014, la Chirurgia Toracica del Fazzi è saldamente fra le prime 5 strutture Italiane in questo tipo di intervento, con circa 500 interventi eseguiti a partire dal 2012, anno dell’introduzione a Lecce di queste innovativa tecnica.

Finora, però, non era stato mai eseguito l’intervento di asportazione dell’intero polmone, bensì solo di una parte (cioè la lobectomia): un traguardo importante che ora l’équipe leccese ha tagliato brillantemente, mettendo a disposizione dei pazienti salentini e delle province vicine una nuova efficace “arma” chirurgica contro i tumori al polmone. 

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