Il patrimonio delle costruzioni a secco del Salento in un convegno

sabato 12 gennaio 2019

A Nardò, domani, un incontro alla chiesa di Santa Teresa organizzato dalla Fondazione Terra d’Otranto.

Le costruzioni a secco del Salento è il tema dell’incontro-dibattito in programma domani, domenica 13 gennaio, alle ore 19:30 presso la chiesa di Santa Teresa (corso Garibaldi). Si tratta dell’evento programmato per il 4 gennaio scorso e rinviato per il maltempo.

È una iniziativa della Fondazione Terra d’Otranto patrocinata dal Comune di Nardò. Un’occasione di confronto estremamente interessante e attuale, visto che poche settimane fa i muretti a secco sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità, rappresentando “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”. La scelta dell’Unesco è stata determinata dal fatto che l’arte del dry stone walling riguardi tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra (muretti, furnieddhi e altre) ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra a secco. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all’agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese. Le costruzioni a secco caratterizzano fortemente il territorio del Salento tanto quanto gli ulivi, dai quali sono spesso circondati. Costituiscono un patrimonio storico, culturale e paesaggistico che necessita di un’azione intelligente di tutela e valorizzazione collettiva, anche a fini turistici.

Interverranno l’agronomo e consigliere regionale Cristian Casili, il direttore dell’ufficio per la Pastorale sociale e il Lavoro della diocesi di Nardò Gallipoli don Francesco Marulli, l’assessore all’Ambiente del Comune di Nardò Mino Natalizio, l’architetto Fabrizio Suppressa, il docente Pier Paolo Tarsi. Parteciperà anche Glauco Teofilato, che sarà portavoce per gli studi condotti da suo padre Cesare sulle “specchie salentine”, testimonianze delle epoche primitive che corrono tra l’Età della pietra e quella dei metalli, che si trovano nell’archivio di materiale edito ed inedito che lo studioso ha ereditato.

Nel corso della serata è prevista la proiezione di slide, partendo dai monumenti megalitici particolari di terra d’Otranto, sino alle costruzioni più moderne con le pietre informi che i nostri contadini aggregavano per liberare dai sassi l’area dei loro lavori agricoli.

Modererà il presidente della Fondazione Terra d’Otranto Marcello Gaballo. L’ingresso è libero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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