Sanità: 4,5 miliardi in più in 3 anni, 350 milioni per ridurre le liste d'attesa

lunedì 7 gennaio 2019

La legge di bilancio, approvata dal Parlamento a dicembre, ha introdotto finanziamenti molto importanti per quanto riguarda la riduzione delle liste d’attesa e l’edilizia sanitaria: ecco le cifre. 

Con la nuova legge di bilancio pubblicata lo scorso 31 dicembre in Gazzetta ufficiale (Legge 30 dicembre 2018, n. 145, Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) crescono gli investimenti nell’ambito sanitario e sono previsti interventi anche per ridurre le liste d’attesa.

 Nelle Asl locali si spera che una parte delle risorse possano essere spese per nuove assunzioni, ma non è ancora chiaro se il governo attuerà la legge attraverso accreditamenti esterni (a favore delle cliniche private) per ridurre le liste d’attesa. Ancora oggi, dopo tanti anni, i tempi dilatati per visite ed esami importanti restano uno dei più grossi problemi della sanità italiana. La spending review in alcune zone d’Italia ha bloccato le nuove assunzioni per anni creando spesso problemi di organico in diversi settori sanitari pubblici: le lentezze sono spesso dovute a questo, ma anche a budget limitati per le prestazioni in convenzione (e spesso anche mal distribuiti, perché non si premia il privato che investe) che impediscono una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato. Il governo ci mette ben 300 milioni. Il provvedimento è ancora in fase di studio anche dell’Asl leccese. “300 milioni per 20 regioni sono circa 15 milioni a Regione - commenta al telefono il direttore sanitario Asl, Rodolfo Rollo - Bisogna capire se sono destinati a prestazioni aggiuntive oppure se saranno utilizzati per accreditare prestazioni da centri privati. In termini di acquisti di volumi ci potrebbe essere qualche novità”. 

IL COMMENTO DEL MINISTRO GIULIA GRILLO 

Il ministro Giulia Grillo ha esaltato i provvedimenti su cui ha puntato governo gialloverde attraverso un post pubblicato subito dopo l’approvazione definitiva del Parlamento “perché la manovra contiene molte novità importanti per la sanità, che porteranno servizi migliori per i cittadini” a cominciare “dall’impegno per trovare adeguate risorse per affrontare con decisione il difficile tema delle liste d'attesa”.

 Insomma, c’è entusiasmo per le risorse che sono state messe in campo: “Il fabbisogno sanitario nazionale crescerà nei prossimi tre anni di 4,5 miliardi e abbiamo previsto la definizione di un nuovo e pragmatico Patto della Salute in collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. 

Voglio sottolineare anche i 4 miliardi di euro in più per attuare un vero e proprio Piano Marshall per l'edilizia sanitaria. Infine, una considerazione per la farmaceutica e i dispositivi medici: rispetto a questi ultimi, abbiamo implementato alcuni provvedimenti per rendere effettivi e obbligatori i registri di sorveglianza sanitaria; sulla farmaceutica, grazie anche al lavoro del tavolo della Governance, sono presenti nella Legge di Bilancio norme per l'adeguamento del sistema di definizione dei prezzi - fermo al 2001 - nonché per l'aggiornamento dinamico del prontuario farmaceutico nazionale. Meritano infine una nota a parte i commi relativi alle disposizioni in materia di limiti per la spesa farmaceutica”. 

GLI INTERVENTI PIÙ IMPORTANTI: I NUMERI DEI FINANZIAMENTI 

Il Parlamento ha detto sì al finanziamento della lotta alle liste d’attesa: ben 350 milioni in tre anni per la riduzione dei tempi dilatati che mettono a rischio la salute degli italiani. Si comincia con 150 milioni di euro per l’anno 2019 e 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 (commi 510/511/512). 

Sul piatto ci sono 4,5 miliardi per il fabbisogno sanitario nazionale in tre anni. Per l’anno 2019, il livello del finanziamento è determinato in 114 miliardi e 451 milioni di euro, incrementato di 2 miliardi per l’anno 2020 e di ulteriori 1,5 miliardi per l’anno 2021. Per gli anni 2020 e 2021, l’accesso delle regioni all’incremento del livello del finanziamento è subordinato alla stipula, entro il 31 marzo 2019, del nuovo Patto per la salute (commi 514-516).

Non potevano mancare i finanziamenti per l’edilizia sanitaria: in questo campo c’è sempre bisogno di nuove risorse per ammodernare le tante strutture ospedaliere esistenti in Italia e per mettere a norma tanti edifici. Ci sono 4 miliardi di euro in più per ammodernare e ristrutturare gli ospedali. Il fondo dedicato passa da 24 a 28 miliardi (comma 555). 

Il governo ha voluto anche puntare sulla formazione: il Parlamento ha detto sì a 10 milioni  per incrementare le borse di studio in medicina generale (comma 518). Ma ci sono anche 22,5 milioni di euro per l’anno 2019 per i contratti di formazione specialistica dei medici, che aumentano a 45 milioni di euro per l’anno 2020, 68,4 milioni di euro per l’anno 2021, 91,8 milioni di euro per l’anno 2022 e 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023 (comma 521). Inoltre (commi 547-548) i medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso sono ammessi ai concorsi per la dirigenza sanitaria (commi 547-548).

La ricerca, spesso “cenerentola d’Italia”, otterrà finanziamenti importanti: 5 milioni di euro per gli IRCCS della Rete oncologica impegnati nello sviluppo delle nuove tecnologie antitumorali CAR-T (comma 523); 5 milioni di euro per gli IRCCS della Rete cardiovascolare impegnati nei programmi di prevenzione primaria cardiovascolare (comma 523); 25 milioni di Euro in tre anni per l’adroterapia, terapia innovativa per la cura dei tumori, 5 mln per il 2019 e 10 mln per ciascuno degli anni 2020 e 2021 a favore del Centro nazionale di adroterapia oncologica - Cnao (comma 559).


Gaetano Gorgoni

 

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