Taping elastico, per gli esperti benefici minimi: tutto quello che bisogna sapere sul metodo kase

giovedì 3 gennaio 2019
Le fasce colorate che si applicano sui muscoli doloranti sono state sdoganate da calciatori del calibro di Balotelli, ma secondo il fisiatra Giuseppe Palaia i benefici sono molto limitati. 

Applicare un bendaggio con una fascia elastica, che ha uno strato di cotone di pochi millimetri con dell’adesivo privo di lattice, è ormai una moda: si è fatta strada dopo che tanti calciatori hanno esibito vistose fasce colorate. Gli esperti, però, avvisano che è meglio non farsi illusioni: non si tratta di una soluzione al dolore. Il bendaggio mira a creare degli spazi tra i tessuti che vadano a stimolare il naturale metabolismo cellulare, in questo modo si potenzierebbe la capacità di reazione del nostro organismo a certi traumi. È come se si stimolasse il sistema immunitario, secondo alcuni sostenitori di questa pratica. Il taping elastico sicuramente migliora il drenaggio linfatico potenziando la vascolarizzazione: in teoria i tessuti danneggiati vengono “nutriti” e hanno una maggiore possibilità di guarigione. Del resto, una maggiore vascolarizzazione produce effetti benefici anche su un tessuto sano, perché aumenta l’energia e migliora le performance. La metodica del “Kinesio Taping”, si ispira alla tradizione della medicina cinese, e nasce nel 1973, da un intuizione di un chiropratico giapponese, il dottor Kenzo Kase, che si concentrò sui rimedi contro il dolore anche negli sportivi. Il dottor Kase immaginò che, sollevando la pelle, la normale circolazione dei fluidi interstiziali attraverso i vasi linfatici superficiali si sarebbe ristabilita (omeostasi). La successiva diminuzione della pressione dei fluidi avrebbe portato a un miglioramento della funzione muscolare diminuendo edema e dolore. In breve tempo fu sviluppata una tecnica riabilitativa utilizzata da fisioterapisti e massaggiatori. 

LA SENSAZIONE DI SOLLIEVO 

Nel mondo sportivo le fasce colorate sulla pelle sono ormai diffusissime: il metodo di Kenzo Kase ha conquistato anche l’Occidente. “Gli sportivi, se si fanno molto male, si rivolgono a medici e chirurghi: a me chiedono solo un sollievo in caso di dolore - spiega l’inventore di questo metodo in un’intervista che è ancora possibile vedere su YouTube - Il più delle volte i cerotti che applichiamo sulla pelle non tolgono immediatamente il dolore, ma danno grande comfort agli atleti: questa è una cosa che li fa stare bene, facendoli concentrare maggiormente sulla loro attività. Questo metodo è possibile applicarlo insieme a qualsiasi altro metodo. Il Kinesio taping è un metodo che non utilizza alcuna sostanza chimica e si basa semplicemente sulla normale curvatura del corpo e sul naturale movimento dei fluidi corporei: ecco perché funziona”. 

LO SCETTICISMO DEGLI ESPERTI 

Il metodo del taping elastico è utilizzato dagli sportivi e non solo, nei casi di traumi muscolari, articolari ed osteoarticolari che possono occorrere anche a chi conduce una vita sedentaria. A parte un eventuale effetto placebo, secondo gli esperti, c’è solo la possibilità di placare moderatamente il dolore. Il metodo del dottore Kase richiama la medicina cinese: “ha un effetto antalgico e drenante”. “Sui guai muscolari, però, fa poco e niente - spiega il fisiatra Giuseppe Palaia del Centro Medex - Dà un minimo sollievo”. Insomma, è un mezzo per aiutare ridurre il dolore nella lotta contro alcune patologie, ma non risolve nulla. 

Gaetano Gorgoni 
 
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