Arresto Arnesano, Altavilla: "Basta generalizzazioni e sospetti sulle donne avvocato"

mercoledì 12 dicembre 2018

Lettera aperta della presidente dell’ordine degli avvocati salentini dopo la bufera che ha coinvolto il pm Arnesano e l’avvocatessa Martina: “No a generalizzazioni”.

Un preoccupante clima di sospetto sulle avvocate: è quanto denuncia come effetto del terremoto giudiziario scoppiato nella Procura di Lecce e che ha investito il pm Emilio Arnesano e l’avvocatessa Benedetta Martina, Roberta Altavilla, presidente dell’ordine degli avvocati salentini. Altavilla stigmatizza le generalizzazioni nocive che stanno colpendo l’avvocatura, alimentando sospetto e sfiducia nelle istituzioni, e i commenti offensivi che si leggono principalmente nel mondo dei social.

“Si è creato purtroppo – scrive in una lettera aperta -, uno stato di malessere generale e di sospetto da parte della pubblica opinione, non solo nei confronti della magistratura, ma anche degli avvocati, intesi come categoria, e soprattutto delle avvocate, intese come genere. Tale ombra fosca, estesasi su una professione esercitata dalla massima parte delle iscritte e degli iscritti all’Albo forense, con grande senso del dovere, correttezza e dignità, deve dunque essere immediatamente diradata e il campo sgomberato da ogni forma di generalizzazione, che nuoce non solo all’ambiente giudiziario, ma a tutto il sistema”.

Per Altavilla appare preoccupante “il diffuso giustizialismo” tanto più “quando l’aspetto che parrebbe interessare maggiormente, è il rapporto sesso/potere, dove si offre una immagine della donna professionista, soprattutto se indossa una toga, pronta a tutto pur di fare carriera”: “Non si vuole qui – afferma - dipingere un quadro idilliaco della società, né del mondo giudiziario, in cui le storture e gli aspetti patologici talora esistono, e spesso sono stati evidenziati o segnalati dalla stessa Avvocatura, ma proprio perché non fisiologici, sono ristretti a esigui numeri e non possono essere estesi a tutti coloro che svolgono la medesima attività o professione, come se il marcio possa contaminare tutto”.

La numero uno dell’Ordine degli avvocati ribadisce che non si possa subire “un’onta ingiusta a causa di un fatto episodico” e che esasperare “l’aspetto femminile” della vicenda sia “lo sgradevole specchio di una mentalità, che lungi dall’avere assorbito integralmente il concetto di parità, ancora oggi continua ad insinuare sospetti e malcelate ironie sul ruolo professionale della donna”: “La mortificazione – aggiunge - che se ne trae è profonda ed è preoccupante, poiché mostra uno spaccato non veritiero, che potrebbe esporre le professioniste ad immeritate illazioni”.

Altavilla chiarisce che l’Ordine degli avvocati di Lecce, attraverso il suo consiglio, si oppone ad ogni forma denigratoria della categoria, e rivendica il ruolo sociale dell’Avvocatura nel rispetto della legge e a tutela dei diritti: “Se dovessero essere accertate delle responsabilità a carico di alcuni avvocati, l’Ordine – chiarisce - non si sottrarrà a trarne le conseguenze e ad assumere le iniziative che gli sono proprie, respingendo però le derive giustizialiste che spazzano insieme, il buono con il cattivo e spesso travolgono anche chi le sospinge, in mala o in buona fede”.

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