Ospedale di Poggiardo, nessun salvataggio: i reparti saranno chiusi a luglio

venerdì 25 marzo 2011
Una recente delibera del Servizio Sanitario della Puglia smonta quanto annunciato nei giorni scorsi sulle sorti del “Pispico” 
 
Come una telenovela, la storia dell’ospedale di Poggiardo si è evoluta nell’ultimo anno tra continui colpi di scena e finali a sorpresa. Come è noto da mesi, il Piano di Rientro della Giunta regionale ha indicato il “Pispico” come uno dei presidi provinciali da sacrificare per risollevare il bilancio sanitario pugliese. 
La chiusura dei reparti del “Pispico” è stata osteggiata dalla quasi totalità degli esponenti politici di Poggiardo e da molti membri dei Consigli provinciali e regionali. Ognuno di loro è intervenuto sulla questione interagendo con tutti i mezzi di comunicazione locali, ma poche sono state le proposte avanzate per salvare la struttura. Del “Francesco Pispico” sì è sempre sottolineato l’eccellenza dei suoi reparti e come si siano sempre rispettati tutti i requisiti richiesti per mantenerne l’attività; in particolare la chiusura in attivo del bilancio 2009 (300mila euro di utile, l’unico nell’intera provincia) e gli ingenti finanziamenti (5milioni di euro) stanziati proprio dalla Regione per il suo potenziamento. Per l’ospedale di Poggiardo fu addirittura prospettata l’idea di diventare un centro riabilitativo di eccellenza: possibilità illustrata circa un anno fa dal sindaco Astore e dal consigliere Gianfreda, durante un’assemblea pubblica tenutasi presso il Palazzo della Cultura, ma della quale poi si sono perse le tracce. 
Proprio Gianfreda è il protagonista degli ultimi episodi di questa intricata vicenda; nelle scorse settimane, il consigliere regionale ha comunicato di aver raggiunto il traguardo ormai insperato: potenziare l’ospedale di Scorrano, ma soprattutto mantenere aperti tutti gli attuali reparti del “Pispico”. Un risultato veicolato sui media locali e su manifesti fatti affiggere in tutto il territorio comunale. Come ogni soap opera che si rispetti, però, non poteva mancare l’ennesimo colpo a sorpresa, il nemico creduto morto che ritorna in scena. Lo scorso 13 marzo il commissario straordinario dell’Asl Paola Ciannamea, con il parere favorevole del direttore sanitario Franco Sanapo e del direttore amministrativo Vito Gigante, ha approvato la delibera n. 28 che al punto 1 stabilisce “di procrastinare al secondo semestre 2011 la disattivazione delle unità operative dello stabilimento ospedaliero di Poggiardo stante la attuale indisponibilità di spazi idonei presso l’Ospedale di Scorrano al fine di consentire, tra l’altro, anche il completamento della realizzazione presso lo stesso Ospedale dell’Area Endoscopica necessaria ed indispensabile al trasferimento dell’U.O.C. di Gastroenterologia nonché l’adeguamento degli spazi destinati alla degenza”. 
Come è facile evincere da queste parole, i reparti del “Pispico” rimarranno aperti solo fino al prossimo luglio per fornire all’ospedale di Scorrano il tempo necessario per ampliare la sua superficie e così accogliere le unità operative del presidio poggiardese. Nessuna salvezza quindi, ma solo una chiusura temporaneamente sospesa. A rafforzare il peso della sentenza, quanto indicato nei restanti punti in cui si spiega che l’atto deliberativo verrà trasmesso e notificato, tra gli altri, all’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia, al sindaco di Poggiardo e alla Direzione del P.O. di Scorrano.
Restano quindi deluse, per l’ennesima volta, le aspettative dei cittadini di Poggiardo e dei paesi limitrofi, e già qualcuno maligna che l’impalcatura installata da mesi presso la facciata dell’ospedale rappresenti solo uno strumento di mera campagna elettorale e non un servizio di potenziamento della struttura ospedaliera stessa. 
 
Alessandro Chizzini 
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