Cingolani, il genio italiano passato dal Salento: il suo robot ICub star mondiale

mercoledì 19 novembre 2014

È di Roberto Cingolani, tra i fondatori dell'Istituto di nanotecnologie dell'Università del Salento, una delle invenzioni più rivoluzionarie nel mondo dei robot androidi. La pubblicità della sua “creatura” al Super Bowl.

Un robot androide, costruito dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, alto 104 cm e pesante 22 kg, con un'estetica e una funzionalità che ricordano quelle di un bambino di circa tre anni. È questo ICub, creatura dello scienziato Roberto Cingolani, che proprio nel Salento ha lasciato traccia dando una sferzata alla ricerca tecnologica. Un robot dall'hardware innovativo ma open source, che è stato pubblicizzato – unico prodotto italiano - anche durante il Super Bowl, negli spazi pubblicitari più costosi di sempre, dove 30 secondi possono arrivare a costare anche 3,8 milioni di dollari.

Considerato tra le “migliori teste” nell'ambito scientifico, il professor Cingolani è la dimostrazione che le rivoluzioni tecnologiche possono passare anche dal profondo Sud. E proprio a lui, testimonial d'eccezione dell'eccellenza italiana già ospite del presidente Giorgio Napolitano, è dedicato un lungo articolo sul portale “Datamanager”.

“La tecnologia non è Facebook o Twitter, la rivoluzione è nell'hardware” ha dichiarato nell'intervista, nella quale non ha dimenticato di citare ancora i successi dell'Istituto di nanotecnologie di Lecce. “Dobbiamo imparare dalla natura a produrre l’energia che ci serve, studiando la fusione nucleare delle stelle, il metabolismo degli zuccheri, la fotosintesi delle piante, il DNA per rimpiazzare i tradizionali computer a base di silicio. Dalle foglie possiamo catturare l’energia dei raggi solari come fanno ad Arnesano, alle porte di Lecce, nel polo di nanotecnologie biomolecolari dell’Istituto in collaborazione con il CNR e l’Università del Salento”.

Laureato nell'Università di Bari, ha portato avanti una serie di progetti innovativi nell'Istituto dell'Università del Salento. Convinto assertore che la ricerca ha bisogno di creatività e di obiettivi a lungo termine, di investimenti costanti e di persone capaci di valutare il merito e il rischio, lancia una sfida e prevede il prossimo futuro: “Plastica organica, energia sostenibile, computer a DNA e un robot in ogni casa. La tecnologia è empowering, serve a ridurre le differenze che creano squilibrio, per creare un futuro per chi vuole restare e una nave per chi vuole andare via”.

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