Emergenza abitativa a Lecce, Capone: "Si proceda con un Piano Casa"

sabato 2 marzo 2013
Dopo l'allarme del Sunia sull'emergenza abitativa a Lecce, oggi, in una conferenza stampa, Loredana Capone ha lanciato le sue proposte per arginare il problema

La notizia della pubblicazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi popolari a Lecce era stata accolta con moderato entusiasmo anche dal Sunia. Oggi, la vice presidente della Regione Loredana Capone è intervenuta sulla questione, sottolineando l'urgenza di affrontare con altri metodi l'emergenza abitativa.

“La nostra città - ha dichiarato in conferenza stampa Loredana Capone - ha bisogno di uscire da questa insostenibile emergenza. Bene quindi l’approvazione della graduatoria, seppur avvenuta a distanza di oltre 14 anni dall’ultima, ma se non ci sono alloggi sufficienti a soddisfare tutte le richieste, allora, questa si rivelerà un inutile specchietto per le allodole. L’amministrazione comunale proceda, dunque, immediatamente, con la redazione di un Piano Casa Comunale. Sono circa una sessantina in tutto gli alloggi popolari comunali che potrebbero essere assegnati agli iscritti nella graduatoria, un numero davvero irrisorio. E’ chiaro, dunque, che l’approvazione della graduatoria, da sola, non riuscirà a soddisfare quel bisogno di casa che, oggi, toglie invece ormai il fiato a un numero sempre maggiore di cittadini leccesi. La nostra proposta, quindi, è che l’amministrazione comunale faccia subito un piano casa comunale che provveda a: individuare le aree dove poter costruire nuovi alloggi; individuare gli alloggi da recuperare; individuare gli immobili dismessi da destinare ad abitazione. Lo stesso piano dovrà poi essere sottoposto all’attenzione della Regione Puglia, la quale, certamente, non mancherà di collaborare e di finanziarlo”.

Durante la conferenza stampa - nella quale sono intervenuti anche i consiglieri comunali Paola Leucci, Paolo Foresio e Antonio Rotundo - Loredana Capone non ha risparmiato critiche all'operato dell'amministrazione in materia di alloggi popolari. “Sino a oggi, purtroppo, - ha detto Capone – la politica di questa amministrazione sull’emergenza abitativa è risultata davvero disordinata, scellerata e priva di qualsiasi attenzione verso le fasce più deboli della popolazione. Mentre la richiesta di case popolari aumentava, il Comune, infatti, espropriava le aree dello IACP destinate alla costruzione di nuovi alloggi popolari per farci un mercato: ricordiamo il caso della zona di San Sabino. Un mercato, peraltro, tutt’oggi inutilizzato poiché totalmente inidoneo alle esigenze di commercianti e cittadini. In quell’area sarebbero potuti sorgere ben 90 alloggi popolari, mentre, oggi, ci sono solo 90 famiglie private di un diritto fondamentale. Un diritto negato per ragioni evidentemente incomprensibili. Ma c’è di più. Il Comune di Lecce ha accumulato una escalation di debiti in questi anni e ha svenduto il proprio patrimonio immobiliare senza considerare che su quelle aree si sarebbero potuti realizzare alloggi, dando fiato all’edilizia, oppure recuperare immobili. Una politica davvero insensata e inconcludente, insomma, che a fronte di tanto patrimonio immobiliare non è riuscita nemmeno a trovare una casa per i più fragili”.
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