Palazzo dei Celestini: “Si revochi il piano di riordino ospedaliero”

domenica 20 gennaio 2013

Il documento proposto dal vice presidente del consiglio provinciale, Francesco Cimino sarà discusso domattina in Consiglio comunale.

“Con il riordino alla rete ospedaliera -scrive il vice presidente del consiglio provinciale, Francesco Cimino- previsto dalla Regione Puglia il Salento non sarà solo penalizzato, ma realmente mortificato. Infatti nelle province di Taranto e Lecce scompaiono tutti i piccoli ospedali, aggregati ad ospedali più grandi e sottratti al loro territorio di prossimità. Via Nardò (nonostante le promesse elettorali alla sinistra), via Poggiardo, già da tempo dismessi e resi praticamente inattivi Maglie, Gagliano del Capo e Campi Salentina.

Insomma il Salento delle oltre 120 realtà tra comuni e frazioni, il Salento fatto di un territorio sterminato e lunghissimo deve contare su 2, 3 ospedali ingolfati e resi ingestibili dalla prossima enorme mole di lavoro che dovranno svolgere. Perché nelle provincie di Bari, Foggia e Bat invece gli Ospedali di “piccole” dimensioni rimangono in vita annessi ad ospedali più grandi?

A conferma di quanto su esposto il territorio del Salento, in particolare la provincia di Lecce, vede scomparire le U.T.I.C negli Ospedali di Casarano, Copertino, Galatina e Scorrano le quali saranno convertite in  non meglio definite “Aree Critiche” che comunque è evidente che non garantiranno lo stesso livello assistenziale,  e rimane senza punto nascita tutto un ambito, ove insistono i due ospedali di Gallipoli e Casarano, che raggiunge circa 200mila abitanti.  

È del tutto evidente nella fattispecie la disparità di trattamento tra gli ambiti “baresi” ed il nostro territorio facendo notare che nel Piano di Riordino sono previsti ben 9 punti nascita nella Provincia di Bari con un rapporto di 1: 120.000 abitanti contrariamente a Lecce ove il rapporto è di 1:160.000 abitanti.

E ancora non si comprende quale sarà il destino degli ospedali di Nardò, Poggiardo, Cagliano del Capo, Campi Salentina? E che fine ha fatto la Casa della Salute di Maglie? Rilevo ancora che non si può fare un piano di servizi ospedalieri se prima non è stato redatto un piano di servizi sanitari territoriali.

Come mai non sono state toccate le U.T.I.C. nel territorio del Barese? Dov’erano Sergio Blasi, La Vice Presidente Loredana Capone, il Consigliere Antonio Maniglio, l’Assessore Regionale Dario Stefano quando è stata approvoto tale “sciagurato” provvedimento.

Appare del tutto evidente l'illogicità tecnica e la “malafede politica” in chiave elettorale a vantaggio di una sola parte del territorio regionale (quello barese e di Terlizzi e paesi limitrofi in particolare) e di una sola persona, il Presidente Vendola.

Invito pertanto il Presidente della Provincia a richiedere urgentemente al Presidente della Giunta Vedola l'immediata sospensione della Delibera di Giunta Regionale num. 3006 del 27.12.2012 e di aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti Istituzionali Regionali, Provinciali, Comunali, con le parti sociali e con la ASL, affinché sia riconsiderato quanto previsto nella Modifica ed Integrazione al Regolamento Regionale 7 giugno 2012 n° 11 di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia soprattutto per quanto attiene i presidi ospedalieri, le U.T.I.C ed i Punti Nascita nonché sia previsto un potenziamento dei servizi territoriali e di assistenza primaria che possano garantire livelli accettabili di assistenza per i cittadini”. 
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