Tarsu condonata, la Cassazione stoppa il Comune di Lecce

domenica 2 settembre 2012

Il comune di Lecce potrebbe essere costretto a fare marcia indietro sul  condono della Tarsu. 


Nei giorni scorsi è arrivata infatti la sentenza della 
della Corte di Cassazione che ha bocciato i condoni degli enti locali per i periodi di imposta successivi al 2002, proprio come il Comune di Lecce. 

Il valore dell’importante segnalazione giunta a Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dall’avvocato Maurizio Villani, noto tributarista, è dato dal fatto che i contribuenti rischiano di fare un condono inutile, autodenunciandosi e perdendo le cause, come è avvenuto nel caso di specie, dove un contribuente di Roma, pur avendo aderito al condono del Comune di Roma del 2009, ha perso la causa perché la Corte di Cassazione ha ritenuto, d’ufficio, il condono medesimo illegittimo perché fatto con sette anni di ritardo, in quanto gli enti locali possono fare i condoni solo per i periodi di imposta riferiti fino al 2002 e non oltre.


Sarà questo il primo caso in Italia di applicazione pratica degli importanti principi della Corte di Cassazione, la cui sentenza, peraltro, del 30 maggio 2012 è stata depositata in cancelleria il 20 luglio 2012 (come risulta in allegato), prima della delibera del Consiglio Comunale di Lecce n. 56 del 01 agosto 2012, di cui il Consiglio stesso ignorava totalmente l’esistenza.

 
“il Comune di Lecce -spiega il noto tributarista- non solo ha previsto un condono a dieci anni di distanza dal 2002, peraltro riferito agli anni dal 2006 al 2011, ma ha approvato un regolamento dopo la pubblicazione della importante sentenza della Corte di Cassazione del 20 luglio 2012.


Il mio intervento, come esperto del settore, lungi da avere riflessi politici, è di natura esclusivamente informativa, in modo che gli organi competenti ne siano a conoscenza e si assumano le rispettive responsabilità, anche nei confronti della Corte dei Conti.

La Cassazione è il massimo organo di legittimità nell’interpretazione della legge ed il Comune di Lecce ne deve necessariamente tenere conto, perché nell’emanare un regolamento si deve sempre rispettare scrupolosamente la legge ordinaria, senza chiedersi  cui prodest. Oltretutto, anche i contribuenti devono sapere che in futuro i giudici, anche d’ufficio, possono disapplicare e ritenere illegittimo il condono (come ha fatto la Cassazione nel caso di specie) per cui la loro autodenuncia non comporterà alcun beneficio sanzionatorio". 
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