Lavori in Piazza Tito Schipa: ancora ritardi, ancora polemiche

venerdì 31 agosto 2012
Pankiewicz: “La piazza come il filobus? Il denaro pubblico merita rispetto e timore!”



Piazza Tito Schipa è ancora lì come l’abbiamo lasciata: recintata, abbandonata e ancora in attesa dei sospirati lavori. Nonostante gli appelli, nulla in questo tempo è cambiato: il degrado regna sovrano, mescolando reperti del passato e del presente, sacro e profano, ossa umane e bottiglie di birra. Sul tema torna oggi a intervenire  Woitek Pankiewicz, presidente di Valori e Rinnovamento, che richiama le Iastituzioni al rispetto degli impegni e ad un utilizzo corretto dei fondi pubblici.
“Domani è il primo settembre”, scrive Pankiewicz, “Sono stato questa mattina a visitare il cantiere di piazza Schipa, nessun segno o movimento che lasci presagire l’inizio dei lavori, solo vergognoso degrado con  sporcizia, erbacce ad altezza d’uomo, bottiglie di birra, forse ancora ossa umane, e duecento parcheggi sacrificati da più di un anno. Tanto degrado che il noto attore Gianni Ippoliti ha annunciato che darà lui degna sepoltura alle ossa rinvenute!
Rischia, dunque, di trascorrere anche il mese di settembre, termine indicato, nelle scorse settimane, per l’inizio dei lavori con l’ennesimo roboante annuncio da parte dell’Amministrazione Perrone.
Purtroppo per la nostra città, Piazza Schipa rischia di diventare un secondo caso filobus, cioè un’orribile incompiuta al centro della città con danni enormi per le già disastrate casse comunali. Il denaro pubblico merita rispetto e timore !
Nella passata consiliatura suggerii più volte, anche con atti ufficiali, di effettuare, prima di sottoscrivere la convenzione con la De Nuzzo, adeguati scavi sull’intera area, per avere un monitoraggio completo, per piccole zone, senza sacrificare in un sol colpo ben 200 parcheggi per tanto tempo. Si volle, ugualmente, senza tenere conto dei miei suggerimenti, sottoscrivere, in data 06/12/2010 la convenzione con la Ditta De Nuzzo Costruzioni, annunciando un crono programma che prevedeva l’inizio dei lavori al massimo entro il mese di giugno 2011. Ora, se la Ditta De Nuzzo, come è molto probabile, per l’enorme ritardo dell’inizio dei lavori, dovesse chiedere un indennizzo legato all’aggiornamento e adeguamento dei prezzi per i tanti continui rincari, chi pagherà i danni?” e poi, conclude: “E’ facile prevedere che ancora una volta, come sta già avvenendo per mantenere l’inutile e dannoso filobus, si metteranno le mani nelle tasche degli incolpevoli cittadini leccesi”.

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