“Casa Bene non sarà un albergo, ma una casa di vacanze e cultura”

martedì 21 agosto 2012

Parla l’architetto incaricato dei lavori nella dimora che fu di Carmelo Bene. Intanto è botta e risposta tra l'assessore Godelli e Negro, Udc


Non un albergo ma una casa vacanze e cultura. A parlare questa volta è il salentino Luca Fiocca, l’architetto che ha avuto incarico di mettere mano a casa Bene. Dopo le polemiche che dal Salento sono rimbalzate fino agli ambienti dell’intellighenzia italiana, adesso è il momento delle spiegazioni. “Vorremmo precisare assieme ai coniugi Greco, nuovi proprietari della dimora di Santa Cesarea Terme, che non trattasi di hotel. Tantomeno che il nome che si conferirà alla prima casa vacanze e cultura in Italia sarà quello del grande Maestro. Comunque sia la nuova proprietà è aperta al dialogo e al confronto al fine di valutare eventuali proposte utili”. Quella che doveva essere acqua sulle polemiche, rischia invece di diventare benzina. Quale sia la differenza tra quanto paventato e quanto spiegato infatti non si capisce bene. Se pur in odor di cultura, sempre di attività con scopo di lucro si tratta. E tutto nel nome di Carmelo Bene. Ed è proprio questo che indigna i puristi della cultura, a cominciare dalla sorella dello stesso Maestro, Maria Luisa Bene, che ha fin da subito guadagnato l’appoggio di molti nomi della cultura e dello spettacolo. Ultimi in ordine di tempo Vladimir Luxuria e Carla Fracci, che solo qualche giorno fa avevano lanciato un appello perché si rispettasse il nome e la levatura del Maestro. Punti di vista differenti, dunque, che pur sempre intorno alla figura di Carmelo Bene ruotano. Lo stesso architetto, spiegando il progetto, annuncia di essersi ispirato propria alla camaleontica personalità del maestro anche per gli arredi contemporanei che “cercano di dialogare con un antico mosaico d’inestimabile valore. Un orinatoio posto ironicamente nell’ingresso rievoca le gesta di un giovanissimo Carmelo Bene dissacratorio ed irriverente. Così come “il terrazzo, di ‘dechirichiana’ memoria è un inno all’enigma della fatalità”.
“Il Salento può generare un turismo di qualità partendo dalla valorizzazione dei suoi grandi personaggi e il ricordo di Carmelo Bene può creare a Santa Cesarea un centro di interesse per l’attrazione di flussi turistici che possono giovare a tutta la regione”, ha aggiunto ancora Fiocca. E certamente nessuno lo sa meglio dei nuovi proprietari, che guarda caso proprio al business turistico devono le loro fortune.
Intanto il tema continua ad alimentare anche la polemica politica. L'ultima è il botta e risposta tra l'assessore regionale Silvia Godelli, che rimpiange l'impossibilità della Regione di acquisire il bene privato, e il capogruppo regionale
Udc Salvatore Negro, che invece accusa assessore e Regione di non essersi mossi per tempo per salvare il bene artistico e culturale.
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