Metti una sera all'Olimpico...

lunedì 20 agosto 2012
Cronaca di un'afosa - e triste - giornata di trasferta in Tim Cup.

Il caldo, mentre il sole giunge alla fine del suo solito giro diurno per lasciare spazio alla sera. E’ la serata della prima trasferta stagionale del Lecce. Tim Cup, dicitura che ha preso il posto del molto più romantico Coppa Italia.
Si sbarca a Torino, strette di mano agli amici “giallorossi” e dritti verso lo stadio, l’Olimpico. Ai botteghini qualche tifoso leccese preme per ottenere un tagliando. Botteghini invasi di tifosi granata che perdono la pazienza davanti a qualche commento sfrontato in dialetto salentino, ma soprattutto davanti al fatto che per 10mila tifosi, giunti al campo, ci sono solo 5-6 operatori in funzione. Ci si dirige verso la curva ospite e come sempre nessuno ha in mano il biglietto per il settore ospite. C'è chi ha la "curva primavera", chi i "distinti", chi non l'ha proprio e chi possiede la "tessera". Gli steward ci fanno attendere e dicono: "aspettiamo disposizioni". Le disposizioni arrivano e si entra, check-in biglietto-documento, mentre alcuni residenti in Puglia contrattano per entrare con la forza del loro "abbiamo fatto 1200 chilometri per vedere questa gara", li ritroveremo.
Qualche passo, una scalinata e il rettangolo verde. I giocatori si scaldano cosi come il pubblico, nell’aria echeggiano le note degli Statuto. "Facci un goal", "Contro Calcio", ma "Ragazzo Ultrà" non la passano, del resto il politicamente corretto va a braccetto con il calcio. Un ventina i tifosi salentini che vengono subito neutralizzati dalla botta al volo di Sgrigna. Non si canta, anche se qualcuno accenna un "Lecce, Lecce" anch’esso neutralizzato dallo scarso eco del coro. Il 2-0 e la rassegnazione, che aumenta al gol mangiato da Jeda, mentre la difesa sbanda clamorosamente. Sul finire del primo tempo l’attaccante brasiliano sigla il 2-1 e qualche sorriso torna nel settore ospiti. Bergonzi fischia due volte e chiude la prima frazione.
Qualcuno cerca di dissetarsi. Baracchino chiuso e uno steward napoletano, riccioli e pizzetto, suggerisce: "L’acqua dei bagni è fresca e potabile". Ci si rinfresca, la temperatura è torrida. Arrivano altri ragazzi da Lecce, cinque in tutto, lo spazio consentito da un viaggio in auto. Sono partiti alle 2 per assistere a questa Coppa Italia, pardon Tim Cup, che per i sostenitori leccesi ha un po’ il sapore dell’Europa, il Toro come il Rapid Vienna, il Metalist o il Cluj. Sognare costa poco e in questo periodo vale molto. La gara riprende il pallone scorre sul manto verde e Bianchi mostra i muscoli da bomber, doppietta per lui, mentre Corvia dal dischetto aveva portato la gara sul 3-2. Il 9 granata cala il sipario all’80’ con il definitivo 4-2, mentre dalla “Maratona” scoppiano petardi e piovono insulti contro i cugini bianconeri. L’arbitro sancisce la fine. I giallorossi timidamente salutano dal centrocampo.
Il solo Ferrario si avvicina ai tifosi, qualcuno gli chiede: “gli altri?” e lui: “siamo stanchissimi e arrabbiati” mentre lancia i suoi pantaloncini verso la “curva”. I supporter volevano salutare la squadra, ma il “siamo stanchissimi” li neutralizza, per la terza volta, definitivamente. Si esce, ma prima i saluti agli amici della domenica, con chi si canta e si soffre. Un saluto progettando un nuovo abbraccio alla prossima trasferta, con una spada di Damocle sulla testa che lascia ancora più incerto il futuro. Si esce, questa volta per davvero, mischiandosi tra le maglie e sciarpe granata. La macchina e il ritorno a casa tra i commenti, negativi, ad una difesa da rivedere a un attacco sciupone, con il tarantino Falco e il sudamericano Diniz che danno buone sensazioni per il futuro.
Tra sette giorni ci dovrebbe, ma non ci sarà, lo Spezia, ma il calcioscommesse chiama e la sua voce è terribilmente persuasiva. Si spengono le luci e gli Statuto sono ancora lì con il loro monito: "Questo è il calcio che vorrei. Per il quale morirei. Questo calcio è poesia. Questo calcio è la follia. Io sono cresciuto con i sogni miei. Nessuno potrà rubarli, sono miei". Parole che si perdono nel penultimo sabato d’agosto.
Lorenzo Cafarchio
 

Fonte: Salentosport.net
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