Lecce, confermato l'incubo della Lega Pro

venerdì 10 agosto 2012

La Commissione Disciplinare conferma la retrocessione ma senza penalizzazione.
La sentenza della Commissione Disciplinare, presieduta dall’Avvocato Sergio Artico, ha accolto in parte le richieste del Procuratore federale Stefano Palazzi, relegando il Lecce in Prima Divisione ma senza i sei punti di penalizzazione richiesti. Pierandrea Semeraro, invece, è stato appiedato per cinque anni.
Le tesi dell’Accusa
Tutto parte dalle rivelazioni di Andrea Masiello. L’ex difensore del Bari ha infatti ammesso di aver combinato il derby del maggio 2011 -vinto poi dal Lecce- dietro pagamento di una tangente da 230mila euro da parte di Semeraro Junior. La Procura Antimafia di Bari ha ritenuto sin da subito d’avere tra le mani le prove decisive. Secondo il Procuratore Capo, Antonio Laudati, e il Sostituto, Ciro Angelillis, Semeraro si sarebbe servito dell’imprenditore Carlo Quarta, il quale avrebbe funto da intermediario liquidando in più tranche la tangente nelle mani di Gianni Carella, vero braccio operativo di Andrea Masiello. Sempre la Procura di Bari, è sicura di aver riscontrato delle tracce bancarie che proverebbero il coinvolgimento dell’ex presidente del Lecce. Infatti, tra maggio e luglio 2011, risulta che dal conto corrente dell’ex presidente del Lecce sarebbero stati prelevati 240mila euro: un assegno da 50mila girato a Carlo Quarta e due assegni per un totale di 110mila alla sua compagna, oltre a due prelievi da 80mila complessivi.  Il tutto sarebbe servito a truccare il derby per assicurare la salvezza dei giallorossi. Dai tabulati telefonici, poi, risulterebbero alcune chiamate tra Quarta e Carella e tra Quarta e Semeraro, proprio il 14 maggio 2011, giorno in cui sarebbe stata definita nei dettagli la manipolazione del derby. Non solo, dai riscontri delle celle risulta che, quel giorno, in Piazza Mazzini, oltre a Carlo Quarta e Gianni Carella fosse presente lo stesso Pierandrea Semeraro.
Le tesi della difesa
Il pool di legali che sostiene la difesa dell’Us Lecce e di Semeraro Junior  -composto dagli avvocati Franco Coppi, Saverio Sticchi Damiani, Matia Grassani e Andrea Sambati- ha tentato in tutti i modi di scalfire l’impianto accusatorio. Ma Palazzi prima, e la Commissione Disciplinare poi, hanno sposato appieno le tesi della Procura di Bari. Secondo la Difesa, le movimentazioni bancarie derivanti dal conto corrente di Semeraro sarebbero giustificabili: l’acquisto di due quadri con conferma del venditore e un forte investimento nel ristorante della compagna. Mentre il denaro conferito a Carlo Quarta altro non sarebbe che un’operazione imprenditoriale comune, visto che i due sono da tempo soci in affari. Per quanto concerne i riscontri delle celle telefoniche, la difesa sostiene che la presenza di Semerao in Piazza Mazzini nel giorno dell’incontro tra Quarta e Carella non debba stupire, in quanto l’ex numero uno di Via Templari abita proprio in quella zona. E, per quanto riguarda le conversazioni telefoniche, la difesa ha tentato di dimostrare che si tratterebbe di semplici chiamate di routine tra soci e amici.

Francesco Covella

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