Movimento Regione Salento al secondo compleanno. Con tanti auguri dal Presidente Pagliaro

martedì 7 agosto 2012
Lettera aperta di toni trionfali del presidente del Movimento ai suoi militanti. Ma in Consiglio rimane da solo.

Seconda candelina per il Movimento Regione Salento, e Paolo Pagliaro, padre orgoglioso di questa creatura che sembrava creata a tavolino per sparigliare le carte dello status quo della politica salentina, rivolge una commossa lettera ai suoi. “Sembra ieri, ma sono trascorsi già due anni da quel giorno memorabile in cui abbiamo deciso di fare qualcosa di determinante e decisivo per la nostra terra. Oggi festeggiamo la maturità di un movimento che è considerato da tutti un vero e proprio soggetto politico, un interlocutore serio e un motore di propulsione di riforme e proposte innovative.
Più di questo non potevamo chiedere, né potevamo sperare. In fondo eravamo soli e abbiamo fatto tutto con le nostre forze, le sole forze a disposizione, quelle del coraggio, della passione e dell’amore per il nostro Salento”. E poi, cavalcando l’onda della discussione sul taglio delle Province: “L’esperienza delle Province ce lo insegna, il loro fallimento è la giusta premessa per una riforma energica e integrale del regionalismo. Avevamo denunciato mille volte l’inconsistenza e l’incapacità dell’ente Provincia di determinare crescita e sviluppo per i territori e infatti ci avevamo azzeccato. Le Province erano contenitori vuoti e per questo sono stati fra i primi ad essere tagliati. Vi ricordate quando gridavamo ‘via le Province, avanti con la Regione’. Adesso le Province in parte vengono soppresse o accorpate quindi ci aspettiamo, ora, una logica conseguenza. Nella lettera dello scorso anno, per il primo compleanno, vi parlavo del coraggio dei tre presidenti delle province salentine, ai quali mi rivolgevo per chiedere impegni e garanzie, perché pensavamo che la battaglia per l’autonomia dovesse essere il frutto del lavoro di tutti, perché interesse supremo tanto di Lecce, quanto di Brindisi e di Taranto”. Una lettera che è insomma un po’ una dichiarazione d’amore per il movimento che oggi, sempre di più, assume le sembianze del suo padre fondatore: “Io, su vostra indicazione, mi sono speso in prima persona e ho messo il mio nome, la mia faccia e la mia storia di imprenditore a servizio del Movimento e per la mia Città. L’ho fatto nelle Primarie del centrodestra, e con il vostro aiuto e sostegno abbiamo consentito al sindaco uscente Paolo Perrone di rafforzarsi, tenendo fede a un importante patto elettorale e dimostrando i valori delle coerenza e dell’onore, senza chiedere nulla in cambio, come si è visto… Intanto, dopo quel 26 febbraio 2012 tutto è cambiato, la candidatura di Perrone, addirittura messa in discussione fino a qualche giorno prima, è divenuta inattaccabile, il Centrodestra ha trovato nuove alleanze e ritrovato vecchi compagni di viaggio e noi siamo diventati la vera novità del Centrodestra, nuovi, freschi e liberi come siamo”. Traccia un bilancio positivo dell’esperienza allora Pagliaro, che nella lettera si fa anche delle domande e si dà delle risposte: “Dovevamo candidarci? Dovevamo evitare? Potevamo ottenere un risultato migliore? Abbiamo speso più di quello che abbiamo avuto in seno alla Coalizione? Tutte domande che possono avere mille risposte. Io provo a darvi le mie e vi dico che abbiamo fatto quello che potevamo e dovevamo fare. Abbiamo imparato che in Politica una volta entrati in campo non se ne esce quando fa comodo o al primo gol incassato, non potevamo sottrarci agli impegni presi. È questione di orgoglio e dignità”.  Per poi concludere con toni trionfanti, forse dimenticando le difficoltà dichiarate solo qualche giorno addietro in Consiglio Comunale quando, rivendicando un ruolo superpartes, si è attirato le inimicizie della coalizione per non aver votato la delibera sulla Lupiae servizi: “Ma non finisce qui, voglio ricordare a tutti che il Movimento attira simpatie e amicizie in tutto il territorio, tanti amministratori si avvicinano a noi, ci scelgono per quello che siamo e rappresentiamo e ci stanno aiutando ad aprire una nuova stagione politica fatta di novità e speranza. Una speranza che si chiama Regione Salento, oggi più di ieri dobbiamo crederci, perché è più vicina, basta guardare con attenzione e già si vede. Abbiamo fatto le cose per bene, piano e in maniera saggia ed onesta. Possiamo esserne orgogliosi tutti a farci gli auguri che ci meritiamo. Auguri a tutti!”


 

 
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