Imu e polemiche

giovedì 19 luglio 2012
Fa discutere la decisione del Comune di Lecce di abbassare l'imu per la prima casa aumentandola per la seconda. Per l'amministrazione così si proteggono le famiglie ma per Salvemini vengono penalizzati gli artigiani

In campagna elettorale, ogni politico che si rispetti conosce quali possono essere le reazioni emozionali dei suoi elettori davanti alla storica dicotomia amletica rappresentata da “aumentare le tasse” e “ridurre le tasse”. Orbene, riguardo le discusse aliquote Imu, qualche mese fa, il centrodestra leccese, consapevole della situazione tutt'altro che florida delle casse comunali, aveva optato per una terza via: applicare le aliquote dettate dal governo. E proprio questo è il nodo venuto al pettine in questi giorni. L'amministrazione di Palazzo Carafa ha diminuito dallo 0,4% allo 0,3% l'aliquota sulla prima casa, ma l'ha aumentata dal dal 0.76% all'1% sui secondi immobili. Risultato: un maggior gettito pari a 5 milioni di euro. Da Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini non ha tardato a dire la sua: “Laboratori artigiani, negozi, edifici commerciali e industriali, alberghi, b&b, stabilimenti balneari. Sono queste tipologie di immobili – ha spiegato Salvemini - che si faranno principalmente carico di garantire il gettito Imu previsto dal Comune di Lecce. La decisione di aumentare l'aliquota per queste tipologia, infatti, determina una spostamento significativo del carico fiscale verso questa categoria di proprietari, particolarmente diffusa in una società terziarizzata come la nostra”.
Non ci va giù più leggero il rappresentante dell'Udc in Consiglio, Luigi Melica. “Uno dei cavalli di battaglia di questa amministrazione nelle scorse elezioni fu che in caso di elezione, la Giunta di centrodestra non avrebbe aumentato le aliquote sull’Imu. Delle due l’una: o l’assessore, ad aprile scorso, non era a conoscenza della grave situazione in cui versano le casse comunali, oppure, cosa più probabile, si è trattato di una dichiarazione propagandistica”. Dall'altra parte, con dichiarazioni che non dimenticano mai di citare la batosta ricevuta dagli avversari nel maggio scorso, i rappresentanti dell'amministrazione di Perrone sono intervenuti sulla questione, spiegando il loro punto di vista. “Il saldo tra diminuzione dell’Imu sulla prima casa e l’aumento sugli altri immobili – ha replicato l'assessore al Bilancio Attilio Monosi - è certamente di segno positivo per il Comune. Non c’era bisogno dell’intervento illuminante del consigliere Salvemini per capirlo”. Insomma, Palazzo Carafa soffre e, da qualche parte, bisognava pur recuperare qualcosa. E per far breccia anche nei cuori dei cittadini più inviperiti, Monosi ha illustrato in maniera metaforica e vagamente compassionevole il difficile rapporto Governo-Comune: i tagli di Monti sono “come togliere la colazione dal panierino di un bambino che va all’asilo”. E giù le lacrime.
Al treno delle polemiche si è poi aggiunto anche il consigliere del Pd Antonio Rotundo, che ha paragonato la misura adottata dalla giunta ad una “sorta di patrimoniale mascherata su artigiani, commercianti, piccole e piccolissime imprese; categorie che - al contrario - andrebbero aiutate, in un momento di grave crisi economica e sociale”. Ma forse, pensando al Comune senza panierino, si sarà commosso un po' anche lui.
Andrea Gabellone
(Fonte: Free)


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