Calcioscommesse, l’incertezza blocca il mercato del Lecce

mercoledì 18 luglio 2012

Il mercato del Lecce è in pieno stallo. La motivazione è la solita, ovvero l’incertezza sulla categoria da affrontare la prossima stagione. L’avvicendamento al vertice, che ha portato la famiglia Tesoro ad acquistare il pacchetto di maggioranza del club, ha consentito solo operazioni di piccolo cabotaggio. L’unico vero nuovo arrivo è rappresentato da David Speziale, ma l’unica operazione che ha riscaldato l’animo della tifoseria è rappresentata dall’ennesimo ritorno di Chevanton.

L’uruguagio, infatti, è l’idolo incontrastato dei supporter locali, non solo per le sue doti tecniche, ma soprattutto per l’attaccamento ai colori sociali. Buone nuove sul fronte Benassi. L’estremo difensore frusinate ha dichiarato la sua ferma intenzione di rimanere a Lecce anche la prossima stagione, nonostante i distinguo del suo agente, Luca Urbani. Sgrigna e Vitale, invece, giocheranno altrove. La speranza è che l’interrogatorio di Pierandrea Semeraro, previsto per domani presso la Procura Federale, chiarisca la situazione in un modo o nell’altro. Così come gli inquirenti della Procura di Bari, anche Palazzi sembra convinto della colpevolezza dell’ex presidente del Lecce, il quale avrebbe provveduto ad aggiustare il derby col Bari del 2011 dietro il pagamento di una tangente nei confronti di Andrea Masiello, Fabio Giacobbe, Fabio Carella e Marcello Di Lorenzo.

Secondo la Procura di Bari, poi, sarebbe stato Carlo Quarta a fungere da intermediario per Pierandrea Semeraro, consegnando in più trance la tangente da 230mila euro ai componenti del clan barese. Il pool di legali che sostiene la difesa di Semeraro, però, è convinto di poter provare l’innocenza del proprio assistito. La prova deriverebbe dalle dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Vives  al Sostituto Procuratore della Procura di Bari,Ciro Angelillis. Nell’occasione, Vives ebbe ad affermare di essere stato avvicinato da Carlo Quarta due mesi dopo il derby, il quale gli avrebbe chiesto di un eventuale cenno da parte di Masiello (una pacca sulla spalla), che sarebbe servito a confermare l’illecito.

Vives, però, non convinse Angelillis, il quale provvide ad aprire un fascicolo nei confronti dell’ex centrocampista del Lecce, contestandogli il reato di falsa testimonianza. Per la difesa di Semeraro, invece, il tutto proverebbe l’estraneità del loro assistito che, a rigor di logica,  avrebbe potuto chiedere delucidazioni al proprio tesserato al termine del derby col Bari.  In riferimento alle tracce bancarie, poi, la difesa afferma che l’assegno liquidato da Semeraro a Carlo Quarta, sarebbe servito a concludere un affare in compartecipazione, mentre i successivi, girati ad alcuni famigliari, sarebbero pienamente giustificabili.

 

Francesco Covella

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