10 anni per Padovano, il suo clan terrorizzava Gallipoli

venerdì 13 luglio 2012
La condanna mentre il boss è in carcere per l'omicidio del fratello

Arriva mentre si trova già in carcere per l'omicidio del fratello, Salvatore, la condanna a dieci anni per Rosario Padovano, giudicato colpevole delle estorsioni e minacce ai danni degli imprenditori della città bella.
Tra loro c'è anche Emanuele Piccinno, che oggi si è cosituto parte civile. 
La condanna per il boss è stata decisa dai giudici della seconda sezione penale che hanno invece assolto con formula piena Giuseppe Barba, collaboratore di giustizia la cui famiglia è da tempo finita nel mirino delle intimidazioni.
Le indagini nacquero dalla denuncia di alcune delle vittime vessate dal clan e svelarono un un giro di estorisioni e minacce ai danni di commercianti gallipolini, gestite da un gruppo che aveva come vertice Padovano, il quale ne avrebbe mantenuto il controllo anche dopo essere stato condannato per avere ordinato l'omicidio del fratello, Salvatore Padovano detto "Nino Bomba", capo storico della frangia gallipolina della Scu.
Fra gli episodi determinanti come prova il versamento di denaro e assegni alla sua associazione di volontariato "Vela Blu" cui Padovano costrinse alcune delle vittime.
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