Beni confiscati nel 2015 ma lui era ancora nella sua villa: eseguito sgombero forzato

giovedì 13 febbraio 2020

L’uomo, Giovanni Mazzotta, noto come “Gianni Conad”, era stato condannato per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio.

I beni erano stati confiscati nel 2015, eppure Giovanni Mazzotta, noto come “Gianni Conad” per via delle sue attività nel mondo dei supermercati, 55enne di Monteroni di Lecce, ritenuto uomo del clan Tornese, era ancora lì, nella sua villa che sorge sulla strada per Copertino.

Nella giornata di ieri, le forze dell’ordine, con il coordinamento della Prefettura di Lecce, si è proceduto allo sgombero dell’immobile, confiscato in via definitiva, con sentenza della Suprema corte di cassazione del 25 maggio 2015, all’esponente della criminalità organizzata del territorio.

Quest’ultimo, di fatto, ancora deteneva illegittimamente l’immobile, nonostante quest’ultimo fosse già stato trasferito dall'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata al patrimonio del Comune, affinché l’Ente lo impiegasse per scopi sociali, secondo i dettami della legislazione antimafia.

Per la Prefettura, tale operazione rappresenta un forte e concreto segnale di affermazione della legalità su quel territorio, atteso che viene per l’utilizzo a finalità sociali un bene già precedentemente confiscato in via definitiva.

Nel settembre 2015, la Direzione investigativa antimafia di Lecce aveva eseguito la confisca dei beni e delle aziende riconducibili al 55enne, già sequestrati in via preventiva nel 2011, per un valore complessivo di un milione e 600mila euro. In primo grado con conferma in appello, Mazzotta era stato condannato a sette anni e quattro mesi per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. 

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