Mangia alici marinate e contrae l'Anisakis: ora chiede di essere risarcito

mercoledì 12 febbraio 2020

Il calvario personale di un commerciante di Tricase, che cinque anni fa beccò l'infezione. 

Mangia delle alici marinate e contrae l'infezione da Anisakis. È iniziato così il calvario di Edoardo Esposto, commerciante 54enne di Tricase: aveva deciso di festeggiare la serata di Ferragosto del 2014 in un ristorante di Andrano insieme alla sua famiglia e ad alcuni amici. Una cena estiva a base di frutti di mare e pesce crudo, pasto che ha segnato l'inizio di un lungo periodo di cure non ancora terminato e che lo ha visto girare tanti ospedali in tante città d'Italia.
Il 54enne ha infatti contratto la colite ulcerosa dopo aver ingerito il cibo contaminato dal parassita. Il suo malessere si è manifestato con febbre altissima e gastroenterite, sintomi in un primo momento scambiati per una classica intossicazione alimentare. Il suo continuo star male tuttavia ha spinto i medici ad ingare: le ulteriosi analisi hanno quindi confermato la presenza del parassita Anisakis nel suo organismo. 
Il 54enne è stato in cura prima presso l'ospedale di Poggiardo, poi a Tricase, infine al Policlinico "Gemelli" dove è stato sottoposto ad una terapia sperimentale che lo ha costretto a continui su e giù da Roma per oltre tre anni. Oggi il paziente prosegue la sua cura a Galatina sotto il controllo di uno specialista dell'ospedale della Capitale trasferitosi nel Salento.

Inoltre la massiccia dose di cortisone assunta per il primo anno di cure ha generato nel 54enne un diabete di Tipo 2, mentre i farmaci che assume per curare la colite ulcerosa lo ha esposto a problemi cardiaci. Una situazione che, come sostenuto dall'avvocato Stefano Stendardo che lo assiste nella battaglia legale, ha generato un'invalidità del 100%. 
Oltre al danno, la beffa: questo lungo calvario, ad oggi, gli è costato quasi 16mila euro tra spese mediche, continui via vai e ricoveri che lo hanno costretto a tener chiusa la sua attività commerciale  per lunghi periodi.
Il commerciate di Tricase ha quindi chiamato in causa il proprietario del ristorante dove gli sono stati serviti i cibi contaminati, colpevole di essere sprovvisto dell'abbattitore per neutralizzare le larve. Il medico legale ha quantificato la richiesta di  risarcimento in 100mila euro.

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