Vortice polare a metà febbraio? Ecco la tendenza

martedì 28 gennaio 2020

È molto importante osservare il comportamento della stratosfera, quella parte dell’atmosfera che è posta a circa 30000 metri di altezza, in quanto è qui che si vede meglio il comportamento del vortice polare, quella grande circolazione depressionaria che condiziona il tempo invernale sull’Emisfero settentrionale.

La velocità dei venti è importante per osservare la forza di questo vortice, ed i venti sono stati molto intensi raggiungendo un massimo di circa 64 metri al secondo attorno alla metà di gennaio.

Questo ha voluto dire nei bassi strati, un vortice polare molto intenso, con perturbazioni atlantiche che sono penetrate all’interno  dell’Europa centro settentrionale spingendo verso la Russia le possibili ondate di freddo artico siberiane.

Ma un cambiamento sostanziale si verificherà entro la fine della prima decade di febbraio con un forte indebolimento di tali venti in quota,  che arriveranno a valori negativi, ovverosia inizieranno a soffiare in quota da Est verso ovest, in moto retrogrado.

Questo fatto è generalmente legato ad un forte riscaldamento che si verificherà nella zona polare.

Al momento le mappe di previsione, che sono però  altamente variabili sul lunghissimo termine, indicano la possibilità di uno Stratwarming di notevole potenza tra il Polo e la Groenlandia, con uno spostamento (displacement) del vortice polare sul nostro continente.

Ma sono previsioni  che necessitano di molte verifiche nei prossimi giorni. 

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