Minaccia morbillo nel Salento, Asl: "Vaccinarsi anche da adulti"

lunedì 27 gennaio 2020

"Il vaccino è sicuro e gli effetti collaterali sono molto più rari di quelli legati alla malattia" spiega l'Asl dopo l'improvvisa epidemia che ha colpito giovani e adulti.

Boom di casi di morbillo nel Salento nelle ultime settimane: un incremento improvviso che ha riguardato soprattutto giovani e adulti. L'allarme è stato lanciato dalla Asl che ha cercato di fare chiarezza sulla natura del fenomeno: si tratterebbe infatti di soggetti che non avevano fatto il vaccino e che non erano stati colpiti dalla malattia. Il loro accumulo, in una condizione in cui il virus non è scomparso ma è responsabile casi sporadici, consente il verificarsi di una piccola epidemia questa volta a carico di fasce di età più elevate.

"Il morbillo è una malattia virale - spiega l'Azienda Sanitaria Locale - i primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca.

Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo.

L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo.

Il virus si trasmette attraverso la saliva ed i secreti respiratori e penetra attraverso le vie aeree o attraverso le congiuntive.

Il paziente è contagioso da tre giorni prima della comparsa della febbre fino a cinque giorni dopo la comparsa delle lesioni cutanee.

La malattia a causa delle lesioni cutanee, può essere facilmente confusa con altre malattia esantematiche come ad esempio rosolia, scarlattina e può essere confermata con indagini di laboratorio. Inoltre, essendo infrequente negli adulti, la diagnosi è più difficoltosa. Nel corso di piccole epidemie la diagnosi è facilitata.

Il decorso della malattia è di solito benigno tuttavia, anche se le complicanze sono relativamente rare, il morbillo è pur sempre responsabile di un numero di decessi compreso tra 30 e 100 ogni 100.000 persone colpite.

Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media (7-9 casi su 100), polmonite (1-6 ogni 100), encefaliti (infiammazioni del cervello con frequenza variabile, a seconda delle epidemie, compresa tra 1 caso ogni 100 e 5 ogni 10.000).

Le complicanze sono più frequenti e temibili nei bambini più piccoli (soprattutto neonati), nei soggetti immunodepressi e negli adulti.

Ma se la malattia è normalmente descritta come “esantematica infantile”, perché oggi si diffonde prevalentemente nei giovani adulti?

Prima dell’introduzione della vaccinazione di massa la malattia circolava liberamente nella popolazione e trovava la popolazione infantile non protetta per cui colpiva i bambini nei primi anni di vita rendendoli permanentemente immuni. La scoperta del vaccino e le evidenze scientifiche relative alla suoi benefici (negli USA è usato dagli anni ’70) hanno reso intollerabile accettare il peso delle complicanze della malattia e, dagli anni 90 le Autorità sanitarie italiane hanno deciso di promuovere la vaccinazione.

Per una serie di motivazioni, tra cui la diffidenza alimentata da notizie prive di fondamento scientifico, l’adesione alla vaccinazione non ha raggiunto i livelli ottimali. Per questo motivo non è stato raggiunto l’obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di eliminare il morbillo dalla regione europea entro il 2020.

Questa parziale copertura ha tuttavia consentito l’interruzione delle periodiche epidemie nella popolazione infantile.

Affrontare razionalmente la situazione è il rimedio migliore.

E’ quanto stiamo cercando di fare attraverso l’offerta attiva della vaccinazione a tutti i soggetti di qualunque età che non ricordino o abbiano dubbi su precedente malattia o vaccinazione ed attraverso il recupero dei bambini/adolescenti che non si sono ancora vaccinati.

E’ importante che i genitori non immuni di neonati facciano la vaccinazione in modo da evitare la trasmissione al bimbo. Analogamente è necessario che siano immuni i soggetti che assistono o convivono con immunodepressi (anche a causa di terapie).

La vaccinazione non è controindicata in allattamento, è invece sconsigliata durante la gravidanza e nei soggetti immunodepressi.

Il vaccino è sicuro e gli effetti collaterali sono molto più rari di quelli legati alla malattia.

Nel frattempo invitiamo a segnalare nel più breve tempo possibile (sisp@ausl.le.it) ogni caso di malattia per consentire la ricerca dei soggetti che sono stati in contatto, nei giorni immediatamente precedenti la comparsa dei sintomi, ed offrire loro la possibilità di evitare la malattia con vaccinazione, che deve tuttavia essere praticata entro pochi giorni.

Solo con l’aiuto di tutti possiamo farcela a rendere il Salento libero dal morbillo!" 

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