Confimprese al fianco delle partite Iva: "Ascoltare il loro urlo di esasperazione"

sabato 25 gennaio 2020

Confimprese chiede di dare più voce alle aziende iscritte alle Camere di commercio: “È ormai improcrastinabile una legge che permetta a tutti gli imprenditori di eleggere i propri rappresentanti con Smart-card”.

Per Confimprese è venuto il momento di trasformare in proposte serie l’urlo di esasperazione delle partite iva, che sono scese in piazza perché si sentono abbandonate “per colpa della pressione fiscale che lo Stato ha imposto” loro.

Il movimento spontaneo, balzato agli onori delle cronache in questi giorni, per Confimprese, è il risultato del fallimento da parte delle associazioni di categoria che evidentemente non hanno saputo tutelare gli interessi collettivi. È venuto il momento di cambiare: “L’era dei vecchi baroni, preoccupati solo di occupare costosissime poltrone al solo fine di mantenere stipendi e comando, è finita da molto tempo ormai - annuncia Roberta Mazzotta, consigliera e componente di Confimprese- Bisogna prendere coscienza di un fatto: possiamo tutelare i nostri interessi partecipando e votando all’interno degli organi rappresentativi direttamente nelle istituzioni come la Camera di Commercio”.

Una legge sbagliata e la riforma deficitaria delle Camere di Commercio, a suo giudizio, non garantiscono una giusta rappresentatività a tutti: “Oggi i rappresentanti delle imprese in camera di commercio – prosegue - sono designati dalle associazioni di categoria, che rappresentano solo forse poco più del 10% degli iscritti in camera di commercio e alcuni non sanno nemmeno di essere iscritti, perché vengono associati dai loro consulenti.  È venuto il momento di mandare in cantina il vecchio sistema baronale per aprire le porte a tutti gli imprenditori del territorio, che devono essere posti nella condizione di votare attraverso la Smart-card di cui ognuno di loro è munito per legge. C’è bisogno di un intervento serio del legislatore che deve sposare la tesi della democrazia, della legalità e della trasparenza. Dev’essere tutto il mondo dell’impresa a votare i propri rappresentanti per ottenere norme che vanno nella direzione della difesa vera degli interessi collettivi della categoria”.

Si chiede insomma “un’operazione trasparenza – aggiunge - che metta fine a stipendi dorati, rimborsi stellati il più delle volte a beneficati incapaci di vedere che oltre il proprio orticello il mondo è in continua evoluzione”.

All’appello si unisce anche Alessia Ruggeri, Presidente di PIN (Partite IVA Nazionali), associazione nata spontaneamente da poco, dai commenti vivaci che insorgono quotidianamente sui social nonché dalle ceneri della manifestazione di Piazza del Popolo a Roma, del 22 gennaio scorso, dove tra l’altro si è data voce all’associazione di tutti gli ambulanti d’Italia, G.O.I.A., sotto la presidenza di Giancarlo Mardozzi.

Anche Alessia Ruggeri denuncia il mancato tasso di democraticità del sistema e per questo motivo sarà impegnata in un giro che la vede coinvolta in varie tappe nazionali e nelle principali emittenti generaliste. 

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