Ospedale di Casarano, si attende la quarta torre e nuovi medici

sabato 11 gennaio 2020

Si è parlato tanto dell’ospedale di Casarano in questi ultimi anni, soprattutto da quando il punto nascita è stato soppresso, ma l’ospedale “Ferrari” continua ad accogliere ogni giorno centinaia di pazienti e vanta 7 reparti in più rispetto all’ospedale gallipolino. Oggi siamo andati a vedere qual è la situazione. Si procede per edificare la 4 torre dove dovrebbe essere trasferita Medicina. Come avvertiva il Tribunale dei Diritti del Malato, servono rinforzi in molti reparti: in Chirurgia generale vengono eseguiti ben oltre dieci interventi a settimana, sono state eseguite 3 appendiciti nell’ultima settimana con soli tre medici operativi. Con il direttore Antonio Metrangolo oggi facciamo il punto della situazione. Intanto, il direttore generale dell’Asl Lecce, Rodolfo Rollo, annuncia che in Chirurgia arriveranno 2 medici nuovi e 2 dottori specializzati. 

“Il ‘Francesco Ferrari’ di Casarano è il terzo ospedale della provincia di Lecce per utenza, dopo quelli di Lecce e Tricase” - ci spiega al telefono il manager Asl/LE, Rodolfo Rollo. 

Insomma, tutt’altro che un ospedale da chiudere, se calcoliamo che l’area di influenza è di 20 chilometri (mezz’ora per raggiungere l’ospedale), quindi Casarano ha un bacino di utenza più esteso di Gallipoli perché ha tantissimi paesi e comunità intorno, al contrario di città costiere come Gallipoli, che hanno solo la fascia interna di riferimento. In Medicina ci sono diversi progetti innovativi in campo, come quello sul risveglio muscolare per i pazienti deambulanti. Ma stanno sorgendo anche nuovi ambulatori. A Casarano si lavora per affrontare meglio la bronchite cronica ostruttiva riacutizzata: c’è un progetto che riduce il numero dei ricoveri dialogando con il medico di base. Ma si combatte ancora con le situazioni di emergenza in Chirurgia, reparto diretto dalla dottoressa Stefania Romano: per lunghi periodi gli unici chirurghi sono in 3 e fanno anche 7 domeniche di fila senza giorno libero. Ci vuole grande  sacrificio e abnegazione per far andare avanti un presidio importante con una vasta utenza. Ora si spera che i rinforzi arrivino al più presto e i si punta su quei progetti di day service capaci di rafforzare la medicina territoriale.  

INTERVISTA AD ANTONIO METRANGOLO, DIRETTORE C.F. DELL’UNITÀ OPERATIVA DI MEDICINA (OSPEDALE “FERRARI” DI CASARANO). 

Dottore, ci vogliono dei rinforzi, soprattutto in Chirurgia, ma la situazione a Casarano è di grande fermento, vero? 

“Tutte le strutture per funzionare devono lavorare in équipe. Chirurgia non può lavorare come una monade, in maniera isolata, ma deve lavorare in gruppo con altri reparti, come Medicina, Geriatria, Cardiologia e Neurologia: è il lavoro di squadra che fa la differenza. Qui a Casarano, con la dottoressa Stefania Romano, si è stabilita una comunione di intenti e di obiettivi che prima veniva lasciata all’iniziativa personale. Oggi siamo riusciti a strutturare dei riferimenti certi, facendo rete con tutti i reparti operativi nell’ospedale. Quando nei reparti come Medicina incontriamo una patologia di interesse chirurgico, accompagnami i il paziente, passo dopo passo, in un percorso semplificato verso la Chirurgia ed, eventualmente, verso l’ospedale leccese di secondo livello, qualora siano necessarie strutture diverse, con la collaborazione del dottore Spampinato. C’è una rete che ci collega tutti e che collega tutte le strutture ospedaliere per dare le migliori risposte al paziente”. 

Possiamo dire che l’ospedale di Casarano è una struttura efficiente? In quali casi bisogna mandare i pazienti a Lecce? 

“Casarano funziona in maniera efficiente. In tutti gli ospedali ci può essere la necessità di inviare un paziente nella struttura di secondo livello. Se un ospedale non ha la Neurochirurgia, deve inviare il paziente a Lecce. Se un paziente necessita di una struttura di secondo livello, non è che Casarano viene esautorato, ma funge da trattamento e da filtro per inviare alcuni casi da affrontare con professionalità più estese: ogni struttura a un suo ruolo e dei servizi diversi”.

Però è vero che a Casarano servono più medici? 

“In questo momento il reparto di medicina è in una situazione ottimale: grazie ai progettiche abbiamo portato avanti, ora è operativo un buon numero di medici. Siamo venuti fuori dalle emergenze grazie all’attenzione della direzione generale, di quella sanitaria e della direzione di Medicina. Abbiamo tutto il personale necessario. Le criticità vengono riscontrate, invece, ancora per Chirurgia. La carenza di personale negli ospedali è un problema di carattere nazionale: il governo è intervenuto recentemente. Bisogna puntare sui giovani e invogliarli ad andare a lavorare dove possono imparare e crescere”. 

Il presidente dell’Ordine dei Medici ha lanciato un allarme proprio di recente sulla necessità di assumere più giovani, visti i tanti pensionamenti che ci sono stati...

“Bisogna mettere in condizione di specializzandi e di formarsi, in modo da essere pronti appena terminato il percorso di specializzazione. È necessario un discorso di programmazione: se nei prossimi anni sai che si pensioneranno 10 chirurghi, devi preparare le borse di specificializzazione di chi li sostituirà. È in corso un cambio generazionale epocale: tanti medici anziani vanno in pensione e tanti nuovi medici si affacciano alla professione. Ma, come spesso accade in questo casi, il passaggio non è indolore. Bisogna capire che la medicina sta cambiando e che non può essere così assistenziale com’è stata in precedenza. Il sistema non ha risorse infinite: siccome si tratta di risorse finite, bisogna imparare a saperle utilizzare bene”. 

Se ne parla da anni: bisogna razionalizzare rafforzando la rete territoriale (medici di base, strutture per le cronicità, ambulatori e guardie mediche).

“Esatto. Bisogna potenziare e rendere efficiente la rete territoriale: in ospedale deve venire solo chi ha realmente necessità, solamente le urgenze. Le risorse non sono tante e quindi non possono essere sprecate. C’è bisogno della collaborazione di tutti per questo obiettivo. Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce la salute a tutti, anche agli indigenti, ma per farlo funzionare bene bisogna indirizzare le risorse nella giusta maniera”. 

Per chiudere, Casarano è un ospedale in buona salute? 

“Abbiamo una medicina fortemente produttiva: i dati di attività ci danno assolutamente ragione e ci sforziamo di venire incontro alle esigenze dell’utenza. Ci sforziamo di dare il massimo, ma non scordiamoci che siamo esseri umani”. 

Gaetano Gorgoni

 

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