Xylella, da Psr per espianto e reimpianto solo tre milioni di euro sui 50 stanziati

sabato 11 gennaio 2020

Coldiretti Puglia denuncia la lentezza delle istruttorie e dei pagamenti delle domande del piano di sviluppo rurale per l’espianto e il reimpianto di ulivi resistenti nell’area infetta.

Al rallentatore istruttorie e pagamenti delle domande del PSR per l’espianto e il reimpianto di ulivi resistenti nell’area infetta da Xylella, per cui sono stati pubblicati decreti di pagamento per soli 3 milioni di euro, contro i 50 milioni di euro a disposizione. È quanto denuncia Coldiretti Puglia che torna a chiedere un cambio di passo alla Regione Puglia nella gestione del PSR anche in area infetta da Xylella.

“I ritardi nella gestione del PSR hanno come effetto che i rimpianti stanno procedendo col contagocce. Tempi celeri e determinazione sono i due imperativi assoluti perché anni di errori, incertezze e scaricabarile hanno creato in provincia di Lecce il disastro colposo che è sotto gli occhi di tutti. Se non si interviene subito, non ci sarà scampo per agricoltori e frantoiani, destinati a cambiare lavoro”, contesta il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele. 

L’avanzata della malattia ha lasciato 21 milioni di ulivi secchi dietro di sé, man mano che la Xylella avanzava sul territorio spostandosi verso nord a una velocità di più 2 chilometri al mese con conseguenze economiche, produttive, occupazionali e sociali con un danno stimato di 1,6 miliardi di euro: “Gli agricoltori devono reimpiantare ad ottobre e a marzo e sono imbrigliati nelle maglie di una burocrazia matrigna – insiste il presidente Cantele – in cui si sono barcamenati nell’istruttoria delle domande tra richieste di fotografie di quello che non c’è più da anni e fideiussioni da rifare”. 

Incontrovertibile lo scenario della filiera olivicola a Lecce – denuncia Coldiretti Puglia - dove si stima nella campagna olearia 2019-2020 il crollo del 90% di olio rispetto alle medie storiche, perché la produzione di olive Cellina e Ogliarola è azzerata e risultano produttive solo le piante di Leccino.

“La Xylella ha provocato effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di naturale produttiva, ambientale, economica, lavorativa, con esigenze di contenimento, di ricostruzione, di sostegno che la Regione Puglia avrebbe dovuto affrontare già da tempo coinvolgendo tutte le Istituzioni preposte ad intervenire in maniera corale, rendendo i procedimenti fluidi e fruibili, piuttosto che rendendo sempre più strette e farraginose le maglie della burocrazia”, conclude il presidente Cantele.

Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – sottolinea Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto con effetti disastrosi sull’ambiente, l’economia e sull’occupazione.

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