Malattie cerebrovascolari seconda causa di morte: come prevenirle

mercoledì 11 dicembre 2019

La mortalità a causa delle patologie cerebrovascolari è ancora troppo alta, senza contare che sono la terza causa di disabilità a livello mondiale. La statistiche ci informano per colpa di queste malattie  vengono persi un decimo degli anni di vita per morte prematura o disabilità. Il carico sociale, la sofferenza delle famiglie e il peso sulle casse della sanità sono enormi. Il Ministero della Salute ha pubblicato un documento sulla prevenzione dell’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari: oggi parleremo di questo. 

La popolazione invecchia e inevitabilmente si prevede un aumento delle malattie cerebrovascolari, che rappresentano già la seconda causa di morte. Secondo gli esperti, nei prossimi anni, potrebbe aumentare la popolazione colpita da ictus, che è la manifestazione clinica di gran lunga più frequente tra le malattie cerebrovascolari, e questo significa che le disabilità aumenteranno. Il documento intitolato “Prevenzione delle malattie cerebrovascolari lungo il corso della vita”, prodotto dai ricercatori dell’Alleanza Italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, è un tentativo di arginare il fenomeno: un patto volontario finalizzato al contrasto delle patologie cardio-cerebrovascolari sottoscritto tra Ministero della Salute, Società scientifiche, Associazioni dei pazienti e altri enti operanti nel settore.

Il documento è stato redatto, sulla base delle indicazioni del Comitato esecutivo dell’Alleanza e in coerenza con i Piani e i Programmi nazionali attualmente disponibili (Piano Nazionale della Prevenzione, Piano Nazionale Cronicità, Programma “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari"), dal Gruppo di lavoro sulle malattie cerebrovascolari, costituito nell’ambito dell’Alleanza.

Nel documento sono racchiuse informazioni di carattere scientifico ed evidenced based che puntano a veicolare la prevenzione delle malattie cerebrovascolari, con particolare riferimento all’ictus. “Il documento focalizza l’attenzione sugli elementi cardine della prevenzione primaria quali il contrasto ai principali fattori di rischio e la promozione di stili di vita salutari, andando a considerare gli aspetti peculiari delle diverse età e del periodo della gravidanza - spiegano gli esperti del Ministero - Vengono inoltre illustrati i principali aspetti della prevenzione delle recidive di malattia vascolare cerebrale.

Il testo è funzionale anche alla successiva predisposizione, da parte del Gruppo di lavoro, di materiali di natura informativa e divulgativa per il cittadino, con la finalità di favorire la prevenzione delle malattie cerebrovascolari attraverso la sensibilizzazione sul controllo dei fattori di rischio, la promozione dell’adozione di comportamenti e stili di vita salutari e la crescita dell’empowerment individuale e dell’engagement dei pazienti e delle loro famiglie”. 

ICTUS

L’ictus cerebrale è una delle patologie più diffuse nella popolazione anziana: è definito “un insieme di segni e sintomi neurologici focali a esordio rapido, di durata superiore alle 24 ore, attribuibili a cause vascolari”. In questa definizione rientra l’ictus ischemico, l’emorragia intracerebrale e l’emorragia subaracnoidea. “Ciascuna forma si presenta con caratteristiche diverse alle neuroimmagini o allo studio autoptico, in mancanza dei quali la diagnosi non e? certa, ma solo probabile. Per contro, l’attacco ischemico transitorio (TIA) e? definito come un insieme di segni e sintomi neurologici focali attribuibili a cause vascolari, a esordio rapido, con risoluzione completa entro le 24 ore dall’evento. Secondo questa definizione, il criterio temporale e la completa e rapida risoluzione dei sintomi differenziano il TIA dall’ictus ischemico. Tuttavia, poiche? non e? infrequente il riscontro contestuale di lesioni infartuali cerebrali in presenza di segni e sintomi transitori, soprattutto alla risonanza magnetica cerebrale in determinate sequenze, e? stata proposta una ridefinizione del TIA basata sull’assenza del danno tissutale ischemico cerebrale. Ne consegue che la presenza di lesioni infartuali ancorche? con sintomi transitori, impone la diagnosi di ictus ischemico. Va tuttavia considerato che la ridefinizione proposta (tissue-based) a differenza della definizione tradizionale (time-based) non e? sempre fruibile, dipendendo dalla disponibilita? della risonanza magnetica che a differenza della tomografia computerizzata, non e? ancora universalmente e immediatamente disponibile”. 

Italia l’incidenza dell’ictus cerebrale globalmente si e? ridotta negli ultimi anni da 293 a 143 casi per 100.000 abitanti per anno, risultando lievemente piu? alta nelle femmine (147 casi per 100.000 abitanti per anno) che nei maschi (139 casi per 100.000 abitanti per anno) e con un incremento dal 35,7% al 47,8% negli ultra80enni. La mortalita? e? del 20-30% a 30 giorni dall’evento e del 40-50% a distanza di un anno. La prevenzione, l’intervento tempestivo delle strutture sanitarie (con le reti create anche in Puglia) sta riportando sotto controllo la situazione. 

PREVENZIONE 

L’intervento migliore per evitare le malattie cerebrovascolari è la prevenzione primaria, sin da bambini. Se ci troviamo di fronte a un soggetto che soffre di ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete mellito, fibrillazione atriale, bisogna alzare la guardia, anche attraverso le opportune terapie laddove non siano sufficienti gli interventi comportamentali.

Non ci stancheremo mai di dire che l’adozione di stili di vita salutari è fondamentale nella prevenzione di queste patologie, quindi stop al fumo, soprattutto passivo, e stop al consumo esagerato di alcol (il consumo non dovrebbe mai superare le 2 Unità Alcoliche al giorno per i maschi di età compresa tra i 18 e i 65 anni, 1 U.A./die per le femmine di età superiore a 18 anni e per gli ultra65enni (maschi e femmine), dove 1 U.A. è pari a 12 grammi di alcol puro, che corrispondono a 330 ml di birra a 4,5°, oppure a 125 ml di vino a 12° oppure a 40 ml di superalcolico a 40°. 

Un altro baluardo è la corretta alimentazione, varia ed equilibrata: bisogna garantire un apporto calorico alimentare adeguato rispetto al fabbisogno energetico, consumare verdura e frutta, cereali, pesce, acidi grassi insaturi (come l’olio extravergine di oliva) e limitare l’assunzione di acidi grassi saturi e cibi spazzatura. 

Un apporto giornaliero di 25-30 g di fibre può svolgere un ruolo ipocolesterolemizzante significativo. Le fibre solubili e gelificanti sono più efficaci delle fibre non solubili: aumentandone l’assunzione di 5 gr/die possono ridurre la colesterolemia totale e LDL. Le fonti alimentari di fibre solubili sono i legumi e cereali come orzo e avena.

L’altra raccomandazione è quella di ridurre il consumo eccessivo di sale. L’OMS raccomanda agli adulti di assumerne meno di 5 grammi al giorno (corrispondenti a 2 grammi di sodio/die), mentre ai ragazzi tra i 2 e i 15 anni di attenersi a valori piu? bassi. 

“In ambito alimentare si segnala, inoltre, che il consumo di cacao in piccolissima quantita? (in forma di bevanda o cioccolatino, contenente almeno il 70% di cacao), e di te?, sia verde che nero, noci e mandorle e? benefico, probabilmente in ragione dell’elevato contenuto in polifenoli - spiegano gli esperti - Per quanto riguarda il caffe? mai eccedere le 3-4 tazzine al giorno: se possibile, berlo amaro. 

Fondamentale per la prevenzione delle malattie cerebrovascolari è il movimento fisico: è dimostrato scientificamente il legame tra movimento fisico e riduzione degli eventi cardio-cerebrovascolari. È necessario svolgere almeno 30 minuti di attivita? fisica moderata aerobica (camminata, corsa, bicicletta, nuoto) per 5-7 volte alla settimana o, alternativamente un’attivita? fisica intensa 2-3 volte alla settimana. Inoltre non bisogna mai dimenticare che la prevenzione si fa anche con il controllo del peso. “Si considera normopeso un soggetto con IMC tra 18,50 e 24,99 kg/m2 e con circonferenza vita <94 cm per gli uomini e <80 cm per le donne. Il controllo del peso corporeo puo?, tra l’altro, ridurre significativamente i livelli plasmatici di colesterolo totale e LDL, specialmente nei soggetti obesi”.

 

Gaetano Gorgoni 

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