Cia Puglia: "Risorse agli olivicoltori. C'è bisogno di ripartire per piantare nuovi ulivi"

martedì 10 dicembre 2019

Gli agricoltori pugliesi chiedono che si passi dalle parole ai fatti. "Servono risorse per la rimozione di piante disseccate e per il reimpianto di nuovi alberi".

“Erogare velocemente le risorse, con una ripartizione che punti a rilanciare subito il settore olivicolo dal punto di vista produttivo, del reddito e del lavoro”. Sono queste le priorità indicate da CIA Agricoltori Italiani della Puglia stamattina, a Bari, nella sede della Presidenza della Regione, dove è stato convocato il tavolo per le proposte in merito al “Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia” e, in particolare, delle zone più colpite dalle conseguenze della Xylella.
“Il Piano deve cominciare dall’erogazione degli aiuti promessi e per i quali abbiamo lottato fino a ottenere 300milioni di euro dal Governo”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. “Ecco, si ricominci dallo sblocco e dall’erogazione effettiva di quelle risorse”, ha aggiunto Benedetto Accogli, presidente provinciale di CIA Salento. “Bisogna rimettere in moto il settore olivicolo, cominciando dagli aiuti promessi alle aziende e ai frantoi”, ha proseguito Carrabba. “Insieme agli aiuti, la priorità spetta da una parte alla rimozione delle piante disseccate, dall’altra ai reimpianti e alla riconversione colturale”.

“Crediamo sia doveroso ripartire dal sostegno al reddito e agli investimenti a favore sia delle imprese olivicole che dei frantoi”, ha spiegato Benedetto Accogli. “Siamo a un momento cruciale, nel 2020 gli aiuti devono trasformarsi da promesse a fatti, così come il Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia deve integrarsi con un Piano Olivicolo Nazionale chiamato ad affrontare questioni non più eludibili sul prezzo dell’olio extravergine d’oliva, l’attuazione concreta delle misure a favore della trasparenza e contro la concorrenza sleale, lo squilibrio che vede schiacciati i produttori tra l’incudine della parte industriale e il martello della Grande Distribuzione Organizzata”.

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