Dietoterapia per donne incinte e diabetici: no al cibo grasso

sabato 7 dicembre 2019

Oggi siamo andati nel Centro Calabrese di Cavallino per incontrare la dietista Patrizia Gaballo, che lavora in équipe con cardiologi e altri specialisti del Poliambulatorio, per farci spiegare i principi della dietoterapia. Tanti luoghi comuni sono crollati nella lunga intervista all’esperta: dalla errata convinzione che le voglie di cibo grasso delle donne incinte vadano assecondate a quella che limitarsi a un piatto solo a pranzo o a cena possa far dimagrire. 

La dietoterapia consiste nell’adottare un regime alimentare adeguato, con l’obiettivo di prevenire o curare specifiche malattie, calibrando quantità e variando i cibi. La dieta mediterranea resta sempre il modello base da seguire. Una dieta squilibrata danneggia la pelle ed espone al rischio di varie patologie, compreso quello del cancro. In questi anni si è affermata la figura del dietista, che lavora a braccetto con il cardiologo o con altri esperti medici, come avviene nel centro dei dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese. La dietoterapia lavora essenzialmente sulle abitudini alimentari: non si occupa solo della perdita di peso, ma di tante altre patologie, con modalità e finalità molto diverse tra loro a seconda della natura del disturbo trattato. Nell’intervista di oggi ci soffermiamo in particolare su donne incinte e diabetici. 

INTERVISTA ALLA DOTTORESSA PATRIZIA GABALLO, DIETISTA DEL CENTRO CALABRESE DI CAVALLINO

Dottoressa, come lei sa, le voglie di cibo grasso delle donne incinte vengono assecondate quasi sempre. È sbagliato? 

“Le donne in gravidanza che non presentino qualche problema di salute, se togliamo i cibi pericolosi o l’alcol, possono mangiare tutto. Poi bisogna capire da quale peso partono. Se hanno un peso normale, possono puntare su un’alimentazione varia ed equilibrata. Io consiglio vivamente di evitare merendine, patatine e altri cibi troppo grassi. L’alimentazione mediterranea classica è un toccasana per le mamme incinte”. 

Mi sta dicendo che bisogna resistere alle “voglie” di cibo grasso quando si è incinta? 

“Il piccolo corpo  del bambino si nutre in base all'alimentazione della madre. È importante scegliere cibi freschi, possibilmente biologici: proteine, grassi sani, frutta e verdura. Aumentare soprattutto il consumo di verdure a foglia verde scura perché si tratta di alimenti ricchi di acido folico. L'acido folico è stato dimostrato che riduce la possibilità di spina bifida. Attenzione a mangiare, soprattutto crude, perché la cottura ne riduce l'assorbimento. Un'alternativa è l'avocado, molto ricco di acido folico”. 

Nessuna eccezione per i cibi ultragrassi? C’è la convinzione popolare che le voglie di cibo delle donne incinte debbano essere sempre soddisfatte...

“È una grande fesseria. Le voglie di cose che fanno male non possono essere assecondate. No, al cibo spazzatura durante un periodo così delicato. Niente patatine, fritture, grassi ed eccesso di zuccheri. Molto spesso si cede a questo tipo di alimentazione, ma bisogna pensare che tutto viene assorbito anche dal piccolo che deve nascere. Si può mangiare cioccolata, ma quella fondente: dall’80% in su. Questo tipo di dolce lo inserisco anche nelle diete di chi deve perdere peso. La pasta di cacao regola l’insulina e va bene pure per i diabetici”. 

Sfatato il falso mito delle “voglie” da assecondare affrontiamo il secondo falso mito: quelle delle verdure da non mangiare durante la gravidanza...Un altro falso mito è quello di chi si convince che bisogna mangiare per due...

“Esatto, è un falso mito: bisogna sempre continuare a mangiare per una persona. Il bambino assorbe ciò che noi mangiamo. Una donna normo peso deve aggiungere solo  150 calorie al giorno! Ingrassare troppo in gravidanza espone le donne a rischio di diabete gestazionale. I chili in più presi in gravidanza, che non siano quelli fisiologici dovuti alla condizione di donna incinta, sono difficilissimi da smaltire dopo il parto. Ecco perché bisogna fare attenzione”. 

Come deve fare la donna incinta che ha un appetito maggiore rispetto a quello che aveva nella sua precedente condizione? 

“Deve puntare su cibi che non fanno mettere peso, se il suo appetito è aumentato da quando è incinta. Può mangiare il sedano, carote, frutta secca per placare la fame. La frutta secca é molto calorica , ma si tratta di grassi buoni, proteine vegetali che saziano  e regolano la glicemia . Inoltre, masticando a lungo il senso di sazietà arriva prima al cervello. Così risolveranno il problema senza ingozzarsi di cibo spazzatura, di troppo pane o di troppa pasta”. 

Nel caso delle donne malate di gestosi la dieta che caratteristiche deve avere? 

“È un discorso molto complesso: dipende dal soggetto e dalla sua condizione. Per questi casi la dieta viene studiata sul soggetto sulla sua condizione particolare. Si lavora in équipe dialogando con gli specialisti che seguono le pazienti in questa particolare condizione”. 

La dietoterapia, dunque, si adatta sul singolo caso. Ma quali sono le regole generali da seguire quando si ha a che fare con diabetici? 

“Diciamo subito che i tempi sono cambiati: il diabetico non deve rinunciare a tutto, come accadeva prima. Oggi si può mangiare di tutto evitando solo determinate abitudini alimentari. È necessario inserire in ogni pasto della giornata tutti i nutrienti. Non possiamo mangiare solo un piatto di pasta e finire lì: così stiamo introducendo solo zuccheri e si verificherà un picco glicemico e l’intesa fame di altri carboidrati verrà subito dopo. Molti si convincono che si tratti di una fame nervosa, ma in realtà è uno squilibrio del metabolismo degli zuccheri”. 

Quindi, cosa consiglia? 

“Tutto si può risolvere con un pasto intelligente: una quota di carboidrati, 50/60 grammi di pane e pasta (circa 70/80 se si tratta di un uomo), una quota proteica (120/150 grammi per le donne, circa 170/180 grammi per gli uomini), poi bisogna mangiare le fibre (verdura cruda o cotta) e i grassi (intendo l’olio extravergine di oliva!). Un pasto integrato in questo modo, con carboidrati, proteine e grassi è un toccasana e si evita il picco glicemico. Con dei pasti così equilibrati, chi soffre di questa patologia non avrà mai fame perché manterrà in equilibrio sempre la glicemia”. 

Il diabetico comunque ha la  possibilità di godersi una bella bistecca, vero? 

“Certamente una bella bistecca da abbinare a delle fibre, insalata, verdura cotta con dell’olio extravergine di oliva. Poi, se lo si desidera, si può abbinare un solo zucchero: un carboidrato complesso (pasta o pane), oppure un frutto”.

Un diabetico può concedersi qualche dolce? 

“I dolci devono essere associati al pasto. Bistecca, verdura e fetta di torta alla fine. ”. 

Quante volte la settimana si può fare? 

“Dipende dal tipo di diabetico con cui abbiamo a che fare. La dieta è sempre personalizzata. Un diabetico, in generale, può mangiare un dolce almeno una volta a settimana. Comunque ricordiamoci che i dolci non sono necessari al nostro organismo, sono solo un piacere per il nostro palato. Lo zucchero bianco, purtroppo per tutti, non fa bene: è un rischio che potrebbe contribuire a far esplodere il cancro. 

Il sale fa male davvero? 

“Meglio mangiare con poco sale: consiglio di sostituirlo aumentando le spezie e le erbe aromatiche per condire, che fanno molto bene al diabetico”. 

Non siamo salvi nemmeno col sale iodato? 

“No, dobbiamo cercare di evitarlo e basta. Limitiamo al massimo le dosi. Anche quello iodato causa ritenzione idrica e fa alzare la pressione”. 

Se è certo che fa venire la cellulite, in molti smetteranno di mangiare salato...

“Certo, perché trattiene i liquidi”.

Gaetano Gorgoni

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