Nuovo impianto di compostaggio a Lecce, Salvemini ribadisce la disponibilità

domenica 1 dicembre 2019

La scelta del sindaco divide: critiche da opposizioni e associazioni. Da Legambiente invece invito all’amministrazione ad andare avanti.

Alla fine sarà Lecce ad ospitare l’impianto di biostabilizzazione necessario per chiudere il ciclo dei rifiuti nel Salento. La disponibilità è stata avanzata dal sindaco Carlo Salvemini nei giorni scorsi durante l’incontro tra i sindaci di Cavallino, Lizzanello, San Donato, San Cesario, Lequile, Castrì e Vernole con il presidente della Regione Michele Emiliano e il commissario dell’Ager, Gianfranco Grandaliano in cui le amministrazioni avevano ribadito il diniego ad utilizzare ancora l’impianto cavallinese.

Salvemini ha motivato la sua scelta per un senso di responsabilità, visto che due terzi della frazione umida finisce fuori regione, con costi enormi per le tasche dei cittadini. Una presa di posizione che ha avuto il plauso di Legambiente, felice che finalmente si possa scrivere la parola fine ad una vicenda che vede uno stallo per le amministrazioni salentine.

Diversa la visione di Adriana Poli Bortone, consigliere comunale di Msi Fiamma tricolore: “Oggi apprendiamo dalla stampa che il sindaco, senza mandato alcuno del consiglio comunale, ha autonomamente deciso (e comunicato in provincia) di far sorgere a Lecce l'impianto di compostaggio, guarda caso in quella stessa zona industriale che non risulterebbe idonea  per l'impianto provato proposto da Metapulia. Comunicazione di Salvemini e applauso di Emiliano sono stati un tuttuno. E Salvemini, sempre privo di mandato, ha sostenuto la sua "ovvia" preferenza per un impianto pubblico, pronto semmai, anche questo è ovvio, ad essere gestito da qualche sollecito privato. Così si chiuderebbe il ciclo. Dei rifiuti, ovviamente. Un fatto è ormai evidente: la solitudine e l'autoreferenzialità del sindaco di Lecce”.

Critiche anche dal Comitato Nuova Rudiae: “Sarebbe utile e opportuno sentire il parere dei cittadini leccesi -sottolinea Leo Cicardi- in merito alla funzione e all’utilità dell’impianto che certamente – si presume - non sarà dannoso all’ambiente. Perché il Sindaco si dichiara favorevole, senza prima consultarsi con il proprio organo politico amministrativo? Perché non sentire prima i pareri delle Associazioni di categoria e ambientali? E infine. Perché non si chiarisce quali e quanti potrebbero essere le ricadute di eventuali emissioni dannose al territorio?”.

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