Cassa integrazione, situazione critica nel Salento: nuova impennata a ottobre

venerdì 29 novembre 2019

È quanto emerge dal decimo rapporto Uil Servizio Politiche del Lavoro: dai dati della provincia di Lecce già ben oltre 1 milione le ore autorizzate nei primi dieci mesi del 2019.

La situazione è sempre più critica sul fronte del mercato del lavoro in provincia di Lecce. A certificarlo sono gli ultimi dati contenuti nel 10° rapporto sulla cassa integrazione a cura del Servizio politiche attive e passive del Lavoro della Uil nazionale, secondo cui a ottobre si registra una nuova impennata di richieste da parte delle aziende salentine, pari all’11 per cento in più rispetto al precedente mese di settembre. Le ore di cig autorizzate dall’Inps ammontano a 97.527 e riguardano solo la cassa ordinaria, segno che nuove aziende sono entrate in difficoltà.

A distanza di poche settimane dalla fine del 2019, la cassa integrazione continua dunque a salire portando ad un totale di 1.107.580 il numero complessivo delle ore autorizzate nei primi dieci mesi dell’anno, appena il 4 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

L’incremento registrato in provincia di Lecce nel mese di ottobre segue di fatto il trend nazionale (+50,3%) e pugliese (+214%). A livello regionale, infatti, si registrano picchi di richieste nella provincia di Taranto (+1.133%) e in quella di Brindisi (+2.183%), mentre risultano in calo le ore autorizzate a Bari (-55,7%) e a Foggia (-72,4%).

“Questa ennesima impennata della cig non fa che confermare le nostre preoccupazioni, il sistema produttivo è in profonda sofferenza e c’è il rischio, concreto, che si inneschi da un momento all’altro una vera e propria bomba sociale”, commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto. “Purtroppo la situazione di crisi che stanno vivendo molte aziende (soprattutto nel settore industriale, dove i dati regionali mostrano un aumento della cassa integrazione del 57% da gennaio a ottobre) – sottolinea - è figlia di una perdurante assenza di politiche di sviluppo e di competitività. Per generare un’occupazione di qualità sono fattori imprescindibili politiche di sviluppo e investimenti, così come è necessario dare impulso ai cantieri ancora bloccati, ma attraverso strumenti che chiudano le porte a infiltrazioni illegali e che garantiscano la sicurezza dei lavoratori. È necessario, inoltre, lavorare con la massima celerità per dare una soluzione in positivo alle molteplici vertenze aperte sul nostro territorio, nonché apportare correttivi che migliorino gli interventi a sostegno del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno bisogno di sicurezza e di risposte nell’immediato”.

 

 

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