Lapadula: "Contro il Cagliari senza perdere le nostre sicurezze"

mercoledì 20 novembre 2019

"Una chiamata della nazionale sarebbe un punto massimo, che si tratti di quella italiana o di quella peruviana".

L’ultimo mini ciclo del campionato prima della sosta delle nazionali ha consegnato al Lecce e a mister Fabio Liverani un Gianluca Lapadula in stato di grazia, con l’attaccante ex Genoa e Milan autore di tre gol nelle ultime tre uscite: “Quando mi sblocco riesco poi a trovare la via del gol con maggiore continuità – racconta Lapadula -, molto dipende dal mio stato mentale e ora ho trovato l’ambiente di cui avevo bisogno, ritrovando anche la condizione che avevo al Milan. Nei due anni al Genoa ho mangiato tanto veleno capendo che non posso perdere più tempo, ora sto giocando al meglio, come mai prima e questo è merito del gioco di Liverani. Il problema alla caviglia è alle spalle, dispiace che nonostante un momento personale positivo però non siano arrivati i punti che avremmo meritato”.

Dopo un periodo di sosta, il bomber italo-peruviano e i suoi compagni sono proiettati alla sfida di domenica sera, quando al Via Del Mare arriverà il Cagliari, una tra le compagini più in forma e sorprendenti del campionato: “In questi giorni di sosta abbiamo lavorato tanto – racconta Lapadula -, proiettandoci alla sfida contro il Cagliari. Dovremo affrontare la partita come fatto nelle ultime uscite in cui abbiamo avuto un buon atteggiamento, esprimendo quello che era stato pensato dal mister; non dovremmo assolutamente perdere le nostre sicurezze, perché sarà una partita difficile come le altre, in cui sarà fondamentale l’approccio. Del mio passato ho un bel ricordo di una sfida contro il Cagliari, quando feci un assist da terra per Bacca”.

In chiusura Lapadula parla del tanto discusso tema legato al rigorista in casa Lecce, chiarendo la situazione, lasciandosi andare anche ad una piccola speranza personale: “Io non ho problemi a calciare i rigori, ma c’è Mancosu che è molto bravo, io non andrò mai a chiedere, anche perché sarei pronto a calciare anche le punizioni, ma qui c’è tanta gente con un bel piede. La nazionale? Una chiamata sarebbe un punto massimo, che sia quella italiana o quella peruviana”.

Fonte: Salentosport.net

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