Alcar, la crisi continua: incrociano le braccia 291 lavoratori

martedì 19 novembre 2019

Giovedì incontro tra azienda e sindacati, contemporaneamente sit-in davanti ai cancelli

Sciopero all’Alcar Industrie dopo l’assemblea di questa mattina. Fiom Cgil e Fim Cisl hanno proclamato l’astensione di due ore dal lavoro con presidio davanti ai cancelli dell’azienda, in viale Gran Bretagna 5 (zona industriale di Lecce) a partire dalle ore 12 di giovedì 21 novembre, proprio mentre i sindacati insieme con i loro delegati aziendali incontreranno i dirigenti dell’impresa metalmeccanica.

I 291 dipendenti sono col fiato sospeso: oltre a non aver ricevuto l’ultimo stipendio temono per il futuro dell’azienda e per il loro posto di lavoro. Negli ultimi mesi la famiglia Montinari ha ceduto l’80% delle quote a Metec, poco prima che i conti dell’acquirente fossero sequestrati per fatti connessi alla mancata riconversione di Termini Imerese. Un sequestro che ha complicato la definizione dell’acquisizione del ramo aziendale leccese (fuori dall’affare è rimasto il ramo di Vaie). In questi giorni la dirigenza si sta adoperando per sbloccare i conti e per reperire risorse finanziarie. Nel frattempo oggi a soffrire maggiormente questa condizione di stallo sono i dipendenti: molti di loro sono stati posti in ferie, nessuno ha percepito l’ultimo stipendio.

Da qui la decisione di proclamare lo sciopero da parte dei segretari generali territoriali di Fiom e Fim, Annarita Morea e Maurizio Longo, con il conforto dei lavoratori che hanno partecipato numerosi all’assemblea di questo pomeriggio.

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