Maltempo: a Nardò danni per 1,4 milioni di euro. Chiesto stato di calamità

martedì 19 novembre 2019

Il Comune chiede riconoscimento dello stato di calamità naturale: forte vento e mareggiata, 1,4 milioni di euro di danni secondo la prima stima.

Il Comune di Nardò ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i gravi danni riportati al patrimonio pubblico e, in parte, anche privato a causa del maltempo dello scorso 13 novembre. Ha chiesto, inoltre, alla Prefettura di Lecce l’attivazione immediata dei fondi previsti per fronteggiare le spese dei primi ed urgenti interventi e alla Regione Puglia la concessione dei benefici previsti dalle vigenti disposizioni normative e di contributi straordinari per consentire il ripristino delle strutture pubbliche e private danneggiate e la messa in sicurezza delle aree a rischio.

I danni causati dal forte vento e dalla mareggiata sono molto ingenti e l’amministrazione comunale, a seguito di una prima, sommaria, indagine tecnica, ha quantificato in 1 milione e 400 mila euro il totale dei danneggiamenti per il patrimonio pubblico. Il vento ha sradicato molti alberi, che in un paio di casi sono caduti sulle sedi stradali interrompendo la viabilità, ha divelto pali dell’illuminazione, segnali stradali, panchine e cestini dei rifiuti, ha distrutto infrastrutture in pietra. Nella notte tra il 12 e il 13 novembre i residenti di lungomare Emanuele Filiberto sono rimasti isolati a causa dell’impraticabilità della strada, allagata e piena di grossi detriti e macerie. È evidente che si tratta di eventi gravi ed eccezionali e che per far fronte agli interventi di ripristino servono risorse straordinarie.

“Ci sono danni enormi - puntualizza il sindaco Pippi Mellone - persino più ingenti di quelli che temevamo nell’immediatezza dei fatti. È chiaro che occorrono interventi straordinari per far fronte ad un fabbisogno che abbiamo sommariamente quantificato in 1 milione e 400 mila euro per il solo patrimonio pubblico. La forza del vento e del mare è stata devastante, per fortuna non ci sono stati danni alle persone. Mi aspetto che il Governo riconosca la condizione particolare in cui, nostro malgrado, ci troviamo”.

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