“Non fatevi influenzare”, vaccini già operativi. Fedele smonta i falsi miti

sabato 16 novembre 2019
Uno spot della Regione Puglia con Lino Banfi sottolinea il rischio dell’influenza del falsi miti sui vaccini: dal 5 novembre sono operative le vaccinazioni per chi ha dai 65 anni in su e per tutti quelli che soffrono di malattie croniche pericolose. Un’influenza può fare molti danni, come ci spiega Alberto Fedele, del Servizio Igiene e Sanità - Area Nord - Asl Lecce: chi è in determinate condizioni di salute deve prevenire meningiti e altre complicanze proprio con questo vaccino che ogni medico di base può somministrare gratuitamente. Chi è sano e vuole evitare assenze dal lavoro e dalla scuola si può vaccinare a pagamento. 

A Lecce la copertura vaccinale dei soggetti a rischio, l’anno scorso, ha raggiunto il 50,2 per cento: si può fare di più. Tutti possono evitare che un’influenza metta a rischio la loro esistenza: è scientificamente provato che un virus influenzale può provocare complicanze fatali. Non si tratta di allarmismo, ma di prevenzione. A Lecce la somministrazione negli studi dei medici di base e dei pediatri è cominciata  dal 5 di novembre: ha interessato gli anziani e tutti gli utenti che soffrono di malattie croniche. “Non fare il vaccino per i soggetti più deboli significa esporsi al rischio di complicanze, si pensi a chi ha problemi di  malattie cardiovascolari: è chiaro che si espone a rischio infarto - spiega Alberto Fedele, del Servizio Igiene e Sanità - Area Nord - Devono vaccinarsi anche i soggetti con malattie croniche dell’apparato gastrointestinale e tante altre tipologie di pazienti cronici. I medici di base fanno il vaccino nei loro studi insieme alla vaccinazione contro lo pneumococco (che provoca otiti, meningiti, polmoniti e varie malattie). Per i bambini vale lo stesso discorso, ma si può somministrare anche a un bambino sano (in questo caso la vaccinazione non è gratuita). Io l’ho fatto ai miei figli che sono sani: si va in farmacia e poi sarà il medico di base a somministrarlo. Il vaccino per chi non è a rischio è una scelta individuale. A volte lo si può fare per tutelare un soggetto più debole che vive in casa o un anziano”. Tra fine dicembre e gennaio è previsto il picco influenzale: per ora l’attività dei virus influenzali è ai livelli di base. Nella 45a settimana del 2019 l’incidenza totale è pari a 1,97 casi per mille assistiti, secondo i dati del Ministero della Salute. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 119.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 341.000 casi.

In tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è sotto la soglia basale: il ciclone influenzale è ancora lontano, ecco perché è meglio vaccinarsi ora. 

I FALSI MITI

Qualcuno pensa che l’influenza non faccia male, invece di influenza si muore. “L’influenza non è una malattia banale - ha spiegato Giuseppina Turco, direttrice del Servizio Igiene e Sanità - Area Sud - Ci ricordiamo tutti della spagnola: quanti morti fece! Tantissimi! Si rischiano le pandemie senza vaccini. Più di 650 mila persone, nel mondo, muoiono ogni anno di influenza.

I sintomi tipici dell’influenza sono: insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Altri sintomi comuni: mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. Alcune fasce di popolazione, come i bambini piccoli e gli anziani, possono essere più a rischio di gravi complicanze influenzali, come polmoniti e peggioramento delle condizioni fisiche”.

Un altro falso mito è che il vaccino antinfluenzale faccia contrarre l’influenza: è una fake news! Il dottor Alberto Fedele li smonta uno per uno nelle conferenze dedicate al tema: “Il vaccino contro l’influenza non può provocare la malattia perché non contiene virus vivi. La dieta sana aiuta l’organismo a combattere l’infezione, ma da sola non basta. Il vaccino è l’unico modo per prevenire l’influenza e, quindi, le sue complicanze. Il virus dell’influenza si modifica, per questo motivo è necessario vaccinarsi ogni anno. “Il vaccino è testato ed è provata la sua sicurezza” - spiegano gli esperti. L’influenza è un’infezione virale acuta che colpisce milioni di persone, di ogni età in tutto il mondo. Le complicanze gravi che possono verificarsi con l’influenza sono il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche. 

I vaccini, inoltre, secondo i dati attuali, non inducono nei vaccinati alcuna malattia cronica così come non ne aggravano il decorso quando queste sono preesistenti alla vaccinazione.

“I casi di GBS si verificano comunemente in seguito ad un’infezione gastrointestinale o un’infezione respiratoria acuta tra cui l'influenza, per cui la vaccinazione antinfluenzale può effettivamente ridurre il complessivo rischio di GBS, prevenendo l'influenza - spiegano gli esperti del Ministero - I dati sull'associazione tra GBS e vaccinazione antinfluenzale stagionale sono variabili e incoerenti in tutte le stagioni influenzali. Se c'è un aumento del rischio di GBS dopo la vaccinazione antinfluenzale è piccolo, nell'ordine di uno o due casi di GBS aggiuntivi per milione di dosi di vaccino antinfluenzale somministrati”. 

Se si contrae l’influenza nonostante il vaccino, questo non significa che non funzioni: i vaccini per l’influenza stagionale sono studiati per proteggere contro l’infezione e la malattia causata dai virus influenzali che la comunità scientifica indica come i più probabili responsabili della stagione influenzale. “I vaccini antinfluenzali non proteggono invece da infezioni e malattie causate da altri virus che possono dare sintomi simili all’influenza (cosiddette sindromi para-influenzali). Durante la stagione influenzale circolano, infatti, molti altri virus: rinovirus (causa del “raffreddore comune”), virus respiratori sinciziali (causa più frequente di sindrome respiratoria grave nella prima infanzia e importante causa di morte da patologia respiratoria nei soggetti con 65 anni e più) ma anche i virus responsabili della cosiddetta influenza intestinale. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata alle donne in gravidanza, in quanto protegge sia la mamma, riducendo il rischio di ricovero almeno del 50%, che il bambino, riducendo significativamente i casi di malattia e di otite nei primi due mesi di vita”. 

L’altro falso mito è che gli antibiotici possano curare l’influenza. “Gli antibiotici sono efficaci solo contro malattie di origine batterica e risultano totalmente impotenti nei confronti di una malattia virale, come l'influenza - spiegano gli esperti - L'uso inappropriato di tali farmaci potrebbe, inoltre, essere controproducente, in quanto potrebbe rendere la loro azione inefficace, qualora la loro assunzione fosse realmente necessaria. La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza”. Non fatevi influenzare! 

Gaetano Gorgoni

 

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