Scorrano, De Cagna si dimette da presidente e lascia il consiglio

lunedì 11 novembre 2019

La presidente del consiglio uscente con una lettera al sindaco annuncia le dimissioni sia da presidente del consiglio che da consigliera: “Da Stefanelli in questi mesi silenzio assordante su una delle pagine più brutte della storia della città”.

Una lettera al sindaco di Scorrano per annunciare le proprie dimissioni da presidente del consiglio comunale e quelle dall’assise: Annagrazia De Cagna lascia Palazzo Veris, dopo che già nei mesi scorsi, all’indomani dell’operazione “Tornado” che ha investito la città e l’amministrazione nella persona del primo cittadino, indagato a piede libero per concorso esterno in associazione mafiosa, aveva scelto di dichiararsi indipendente dalla maggioranza e di rimettere le deleghe.

Dopo circa 5 mesi da quei fatti, per De Cagna arriva un’ulteriore svolta personale, che spiega proprio nella missiva inviata allo stesso Stefanelli e al segretario comunale, Ivana Peluso. Ricordando il proprio impegno e ritenendo di aver rispettato il ruolo e la funzione di terzietà necessaria per garantire il perfetto funzionamento dell’organo collegiale, chiarisce che, “nell’attuale fase politica che vede protagonista il nostro Comune di una delle pagine più brutte della storia, ragioni di ordine etico e morale prevalgono come non mai, così, rendendo impossibile la prosecuzione del mio mandato”: “L’ormai nota operazione ‘Tornado’ – precisa rivolgendosi direttamente al sindaco - che La coinvolge in prima persona ha minato irrimediabilmente la credibilità dell’Istituzione che siamo stati chiamati a rappresentare. Nei giorni successivi all’operazione e, tutt’ora oggi, assisto con sgomento alla pervicacia con cui continua a rivestire la carica di sindaco”.

“Sono stati – aggiunge - mesi di completo immobilismo nel corso dei quali non ha mai sentito la necessità di chiarire i fatti per i quali risulta indagato, né ai cittadini, né tanto meno all’Assise Comunale. Si è trincerato dietro un silenzio che è divenuto così ‘assordante’, al punto da, oserei dire, ‘anestetizzare’ ogni ambito sociale e istituzionale. Né i cittadini, né le Associazioni locali, né tantomeno la Parrocchia hanno avvertito la necessità di confrontarsi su un tema che rappresenta un’emergenza sociale del nostro paese, quale è quello della ‘mafia’. Ho lottato come non mai contro questa indifferenza generalizzata sia in Consiglio Comunale che con i cittadini in piazza appellandomi alla sola coscienza di ognuno di noi e, nella piena convinzione che la più grande nemica della mafia sia la conoscenza. La cultura crea perdita di consensi e la lotta alla mafia non può non passare dall’informazione e dall’istruzione. Non basta pronunciare, in occasione di manifestazioni pubbliche, la parola: w la legalità!”.

“Anche di fronte all’ultima notizia apparsa nelle varie testate giornalistiche in cui si annunciava la quasi certezza dello scioglimento del nostro Comune per infiltrazioni mafiose – prosegue - ha continuato imperterrito, minimizzando la questione e, addirittura, dedicandosi - come del resto ha sempre fatto nel corso di questi ultimi due anni - alle sole attività di promozione del territorio. Ci vantiamo in lungo ed in largo dell’importanza del nostro Comune, quale Capitale mondiale delle luminarie, senza renderci conto o meglio, ignorando, i veri problemi del paese, frutto di un vecchio metodo di fare politica”.

“Con coraggio, a voce alta e schiena dritta – rilancia - affermo che il nostro amato paese ha bisogno di una rinascita sociale che non può non partire dalla consapevolezza che non si può continuare a vivere la Comunità senza una cultura delle regole. Non è pensabile e non è possibile continuare a giustificare gli annosi problemi che attanagliano il settore viabilità, commercio, vigilanza, servizi sociali con la carenza di personale dipendente”.

De Cagna racconta di aver provato “alacremente, seppur senza successo, a modificare le cattive abitudini dei nostri commercianti circa l’utilizzo del suolo pubblico e non solo” senza riuscire a far approvare il Documento Strategico del Commercio: “Oggi, in piena coscienza – afferma - e con una visione più chiara capisco il perché del mio fallimento politico e rispetto al quale mi assumo, appunto, la sola responsabilità politica, ma non anche quella morale. Questo perché ho lottato contro tutto e tutti per cercare di infondere nei commercianti i principi normativi che regolano il settore. Tali principi potevano trovare applicazione solo tramite una Sua corrispondente volontà politica che non ha mai manifestato”.

“Probabilmente – ribadisce - ho perso sul piano ideale, ma non mi sento vinta. La speranza di costruire una Scorrano diversa e migliore non è sopita, anche grazie all’ impegno civico che continuerò ad onorare con il mio contributo da semplice cittadina”. In conclusione, De Cagna auspica che la propria riflessione induca il sindaco “a scelte più responsabili di quelle sino ad oggi assunte”.

Poi, rivolgendosi a quanti l’hanno sostenuta elettoralmente e ai concittadini, la ormai ex presidente chiede scusa se “le rassegnate dimissioni possano apparire come un abbandono”: “Non è – puntualizza – così. Sarò al vostro fianco più di prima”. “Ho lottato e sempre lotterò – conclude - da donna libera e orgogliosamente scorranese”.

 

 

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