Gallipoli, grande condizione e fantasia al potere

lunedì 4 giugno 2012

Al fischio di chiusura del signor Lillo di Brindisi il Gallo esulta per aver superato 3 a 2 il Manduria nella gara d’andata della finale play off;successo meritato per i giallorossi di Massimo, bravi a non disunirsi dopo l’iniziale svantaggio e a fare la partita per quasi tutti i novanta minuti con grandi intensità e ritmo. Ma cosalascia in eredità questa vittoria soprattutto in chiave return match?

L’ANALISI – Il Bianco si conferma ancora una volta un fattore per il Gallipoli, che in casa è sempre riuscito a trovare una marcia in più; va dato atto ai ragazzi del presidente Barone di essere comunque arrivati in fondo ad un processo di maturazione (sportiva s’intende), senza il quale la rimonta sul Manduria non si sarebbe potuta concretizzare.Ottima la reazione al gol di Cocciolo del gruppo, che attacca a testa bassa senza concedere quasi nulla all’avversario e presidiando bene tutte le zone del campo. IlManduria si ritrova avanti troppo presto, ai bianco verdi di Passariello manca la verve e forse anche la gamba per riuscire a distendersi pericolosamente in contropiede, troppo spesso e con risultati scarsi gli ospiti si affidano al lancio lungo su Peluso che, stretto nella morsa Greco – Pellegrino, viene praticamente neutralizzato.

LA CHIAVE – Ritmo, corsa, energia. Senza girarci troppo intorno in questo momento i giallorossi dimostrano di avere più gamba e brillantezza rispetto al Manduria; specie nel secondo tempo, la retroguardia messapica si trova sovente in difficoltà sul pressing alto esercitato a turno dagli indemoniati centrocampisti di Massimo, sfiancata poi dall’incessante movimento di Migali, ora ad allargarsi ora ad attaccare la profondità. Situazioni queste che mettono ancora più in risalto le assenze di Coccioli e Marchi, che tuttavia Passariello ritroverà fra sette giorni al Dimitri, avendo a disposizione un solo risultato (anche il pareggio premierebbe il Gallo).

ONE MAN SHOW – Hombre del partido, per usare un linguaggio a lui più familiare,Franco Parlacino si sta rivelando il valore aggiunto nella fase cruciale della stagione: molti si interrogavano sul perché lo sgusciante uruguagio non riuscisse a trovare la via della rete, risposta semplice ma efficace. A Parlacino piacciono i gol pesanti: lapunizione del 2 a 1 a Mottola a tempo ormai scaduto, la doppietta contro il Manduria(primo gol con la complicità di Fiorentino, il secondo una perla di rara bellezza).“Scusate il ritardo” recita il suo slogan, “valeva la pena aspettare” replicano i supporters del Gallo.

TOP & FLOP – Impossibile trovare insufficienze tra i giallorossi, tutti hanno dato il massimo, lottando con cuore e lucidità. De Razza è il leader di questo gruppo,giocatore imprescindibile, un porto sicuro a cui affidare il pallone per i compagni;Guglielmetti, sempre lucido nella regia e mai fuori posizione, De Prezzo signore del centrocampo, ovunque ci sia un raddoppio da fare lui c’è, al novantesimo il suo tachimetro è distrutto. Note negative arrivano solo dall'ammonizione di Migali (diffidato dovrà saltare il ritorno), dal risultato e dalle modalità dei gol: beffardo quello del definitivo 3 a 2, subito in ripartenza, dopo aver sprecato ripetutamente il punto del 4 a 1 che avrebbe potuto chiudere virtualmente il discorso Eccellenza. I giallorossi soffrono gli inserimenti a rimorchio, di cui Cocciolo è un sontuoso interprete: come nella gara del 25 aprile, il mediano messapico batte Passaseo con una conclusione dal limite, troppo tempo e spazio concesso ad uno dei centrocampisti più forti in zona gol dell’intera categoria. Così come a Mottola, è servito un gol, subito, al Gallo per scuotersi: siamo sicuri che sia necessaria sempre la partenza ad handicap? 

 

(fonte: Salentosport.net)

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