Emiliano si "ricandida" in piazza ma nel centrosinistra c'è distanza sul suo nome

lunedì 21 ottobre 2019

Ieri da Bari l’avvio della campagna elettorale del governatore, ma c’è il nodo primarie coi malumori di parti del centrosinistra. E i Cinque Stelle lo attaccano: “Parla di noi per distrarre dai suoi fallimenti”.

In una manifestazione, tenutasi ieri a Bari, il governatore Michele Emiliano ha di fatto rilanciato la propria candidatura alla guida della Puglia, con messaggi indirizzati soprattutto agli avversari, da Salvini ai Cinque Stelle, passando per il centrodestra, assicurando di lavorare al successo del centrosinistra.

Non è, però, un momento felice per il governatore, uscito da una delle peggiori settimane della sua gestione, con la terza inchiesta in sette mesi e l’accusa di corruzione della Procura di Foggia (che ha archiviato la sua posizione) e l’arresto del consigliere Napoleone Cera e le indagini sull’assessore al Welfare, Totò Ruggeri.

A questo, si aggiungono i malumori di parte del centrosinistra, ovvero de La Puglia in Più, vicina al senatore e già assessore regionale con Vendola, Dario Stefàno, e dei renziani, che al tavolo di coalizione hanno chiesto primarie “vere” per scegliere il nome unitario per le regionali 2020. Si deciderà il 26 ottobre con una discussione a cui sarà presente Emiliano, ovvero l’unico candidato “certo”. Una mossa che fa storcere il naso proprio a Stefàno, in odore di essere il nome alternativo del fronte anti-Emiliano.

Intanto, i consiglieri Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e Giuseppe Turco, de “La Puglia con Emiliano” che ribadiscono di voler andare avanti col governatore: “Inizia – precisano - dunque la nostra campagna elettorale, il racconto puntuale di ciò che abbiamo fatto e di tutto ciò che potremo ancora fare. Sempre e solo nell’esclusivo interesse della Puglia e dei pugliesi. Noi siamo pronti a un programma chiaro, di coalizione che dimostri con numeri e fatti concreti che noi del centrosinistra sappiamo, e ormai da diversi anni, governare. Il resto sono solo chiacchiere di chi non ha argomenti, se non il soffio delle bufale e dei populismi”.

I consiglieri del M5S, invece, sostengono: “Emiliano parla dei 5 Stelle per distrarre l’attenzione dai suoi fallimenti. Capiamo però che abbia bisogno di argomenti che possano distrarre dai disastri di questi anni. Se avesse dovuto dire cosa ha fatto di buono per la Puglia i (non tanti) presenti avrebbero assistito a un film muto”.

Per Ignazio Zullo di Direzione Italia Emiliano e i Cinque Stelle sono “due facce della stessa medaglia”: “Tap, Ilva, Xylella, Sanità, Agricoltura quante chiacchiere utili a illudere per poi deludere la gente di Melendugno, le mamme di Taranto, gli agricoltori e i frantoi del Salento, i cittadini che non riescono a curarsi per le lunghe liste di attesa e così via. I grillini al Governo nazionale attaccati alle poltrone da quasi due anni ed Emiliano al Governo regionale, non riescono proprio a dire cosa hanno fatto per l’Italia e per la Puglia e li vediamo battibeccare reciprocamente perché non hanno proprio nulla da raccontare”.

Per Erio Congedo di Fratelli d’Italia “tra una citazione di Tolkien e una di Che Guevara, tra Mino Pausa e la carezza ideologica a Nichi Vendola, il cerchio magico di Emiliano ha elogiato le gesta del governatore dimenticando però quanto non è stato fatto in tema di Sanità, Agricoltura, Politiche sociali, Lavoro, Rifiuti. Al presidente Emiliano rivolgo il mio in bocca al lupo per la campagna elettorale -in realtà iniziata già da anni- ma gli ricordo che ha avuto cinque anni di tempo per realizzare le idee di cui parlò nella sua campagna elettorale da candidato presidente nel 2015, quasi cinque anni in cui poteva "sapere cosa fare di questa regione", quasi cinque anni in cui i cittadini aspettano di vedere realizzarsi quella "Puglia migliore" che ad oggi resta solo un proclama”.

 

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