Addio borracce di plastica: meglio l'acciaio per la salute

lunedì 21 ottobre 2019

Oggi ci siamo rivolti all’’Ambulatorio di dietetica preventiva” - SIAN Area Nord per capire se conservare le nostre bevande in contenitori di plastica sia davvero un problema. La risposta dei dottori Pina Pacella, Dietista SIAN Area Nord, e Biagio Galante, Dirigente Medico F.F., è chiarissima: meglio usare l’acciaio. Ma attenti alla pulizia di qualsiasi contenitore: la scarsa igiene o la presenza di irregolarità o increspature del rivestimento potrebbe predisporre il proliferare di funghi, muffe e batteri. 

La plastica è un materiale costantemente presente nella nostra quotidianità: la usiamo soprattutto per bere. Abbiamo utilizzato per anni bicchieri, bottiglie, contenitori e borracce in plastica. Oggi si è scoperto che è meglio affidarsi ad altri contenitori più sicuri, per limitare l’inquinamento marittimo e per evitare di ingerire liquidi che la plastica lasciata al sole può alterare. L’anno scorso abbiamo affrontato il problema delle bottiglie in plastica pet. Oggi sappiamo di aver sbagliato a sostituire il vetro con questo materiale più pratico. Dal 21 Giugno 2017 l'Agenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha ufficialmente inserito il Bisfenolo A nella categoria degli interferenti endocrini. Gli studi dell'Università del Michigan e del Texas hanno in anni recenti dimostrato che questa sostanza - ampiamente usata per la produzione di bottiglie per acqua, packaging alimentare e rivestimenti delle scatolette di latta per alimenti e bevande - viene rilasciata in modo molto veloce in maniera direttamente proporzionale alla temperatura. Per questo una nuova sentenza della Cassazione si riferisce alle bottiglie esposte a lungo al riscaldamento e condanna il commerciante che le ha lasciate al sole. Oggi ci chiediamo se borracce e altri contenitori in plastica possano essere poco opportuni. I più piccoli spesso utilizzano (all’asilo e a scuola) borracce in plastica con i disegni dei loro cartoni animati preferiti. Meglio sostituirle con contenitori di materiale più affidabile: acciaio o ceramica. Ma bisogna sempre alzare la guardia sulla pulizia di questi contenitori, a prescindere dal materiale. 


LE RISPOSTE DELLA DOTTORESSA PINA PACELLA E DEL DIRETTORE BIAGIO GALANTE DEL SIAN - AREA NORD, ASL LECCE 


Circolano una marea di borracce di plastica colorata, con gli idoli dei bambini stampati sopra: costano poco e vengono utilizzate per lungo tempo. Cosa si rischia?


“La leggerezza e la versatilità sono i pregi più grandi associati all’acquisto di una borraccia di plastica, inoltre ha un prezzo inferiore rispetto a quelle prodotte con altri materiali. Appartenendo a "materiali e oggetti a contatto con gli alimenti" (MOCA) di cui al Reg. CE 1935/2004”come prima cosa, nell’acquisto di una borraccia, bisogna accertarsi che l’oggetto riporti il simbolo sopra riportato o la dicitura ‘per contatto con i prodotti alimentari’. Per garantire un impiego sicuro e adeguato è necessario attenersi alle istruzioni  allegate all’acquisto. Tra le plastiche più frequentemente impiegate a venire a contatto con gli alimenti vi sono il polietilene, il polietilene tereftalato(PET), il polipropilene, il tritan. Queste plastiche presentano un rischio minimo di migrazione di sostanze potenzialmente pericolose e devono sottostare a rigorose leggi comunitarie (Regolamento UE 10/2011 e s.m.i. riguardante i materiali ed oggetti in plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari) che definiscono le specifiche  composizioni e test di migrazione, eseguiti da laboratori specializzati che monitorano i livelli di sostanze indesiderate simulando utilizzi prolungati nel tempo. 

Il prezzo troppo basso, tuttavia, potrebbe essere sinonimo di scarsa qualità: i polimeri potrebbero degradarsi in tempi più brevi con conseguente migrazione di sostanze indesiderate.

Uno dei possibili problemi legato all’uso delle borracce di plastica è rappresentato dalla facilità di incorrere in un sapore alterato dell’acqua o della bevanda che vi è contenuta, ma molto dipende da come  si utilizzano. Si avranno meno problemi utilizzandole solo per acqua fredda o a temperatura ambiente, mentre per bevande acide, caffè, latte o infusi caldi è necessario leggere in etichetta o nelle istruzioni allegate la temperatura consentita ed altre eventuali limitazioni anche di specifiche matrici alimentari.

Il tipo di plastica utilizzata deve essere indicato in etichetta o sull’imballaggio della borraccia, di conseguenza è facile conoscere il polimero utilizzato. È importante, tuttavia, porre attenzione negli acquisti ‘on line’, dove è necessario accertarsi della qualità dell’oggetto acquistato”.

Come dev’essere fatta una borraccia sicura? Quali sono i materiali necessari e dove si può acquistare?

“La scelta del materiale (acciaio, alluminio, ceramica, plastica, vetro) è fondamentale avendo ben chiaro l’uso che si intende fare e, come già detto, diverso è l’utilizzo solo per acqua fredda o a temperatura ambiente, rispetto all’utilizzo per bevande acide, caffè, latte o infusi caldi. Il prerequisito, come per tutti i materiali che vengono a contatto con gli alimenti, è essere igienicamente idoneo, poi è necessario verificare che siano riportate indicazioni specifiche circa il loro impiego sicuro ed adeguato, con informazioni scritte in una lingua comprensibile, in modo ben visibile, chiaramente leggibili.

Le borracce in metallo sono meno soggette alla proliferazione di funghi, muffe e batteri.

Potremmo concludere indicando idonei solo per acqua fredda o a temperatura ambiente tutti i materiali prima indicati, mentre il materiale relativamente inerte anche a contatto con bevande particolarmente acide, è l’acciaio. Esso è meno soggetto alla proliferazione di muffe e batteri e non conserva odori e sapori dei liquidi contenuti in precedenza, può essere lavato in lavastoviglie a meno che non sia abbinato ad altri materiali (rivestimento termico) che precludano questa opportunità. È necessario sempre verificare nelle indicazioni. Ormai l’uso di borracce fatte con questi materiali più sicuri si è talmente diffuso che è possibile effettuare facilmente l’acquisto nei supermercati, nei negozi di casalinghi, nei negozi di articoli sportivi oltre che on-line”. 


Meglio l’acciaio o la ceramica?

 

“Le caratteristiche dei due materiali (acciaio – ceramica) sono molto simili, la ceramica è utilizzata come rivestimento interno per esempio delle borracce in alluminio, ma l’eventuale presenza di irregolarità o increspature del rivestimento potrebbe predisporre il proliferare di funghi, muffe e batteri”.


Anche la borraccia di plastica, come le bottiglie pet, emana diossina e altre sostanze tossiche se si surriscalda? Come viene contaminato il liquido che mettiamo dentro?

 

“In commercio vengono immessi solo oggetti sicuri per i consumatori, a meno che non si faccia un uso improprio rispetto alle indicazioni contenute o di situazioni di illegalità”. 


Il discorso della borraccia dobbiamo farlo anche per tutti quei giocattoli che i più piccoli tendono a mettersi in bocca? 


“L’articolo 18 Direttiva CE 48/2009 e s.m.i. sulla sicurezza dei giocattoli recita: ‘Prima di immettere un giocattolo sul mercato i fabbricanti effettuano un'analisi dei pericoli chimici, fisico-meccanici ed elettrici, di infiammabilità, di igiene e di radioattività che il giocattolo può presentare, ed effettuano una valutazione della potenziale esposizione a tali pericoli’. Anche in questo caso in commercio vengono immessi solo giocattoli sicuri per i piccoli consumatori”. 


Qual è il Consiglio che date ai genitori per la gestione e il lavaggio delle borracce in acciaio o in ceramica? Possiamo lavarle con i normali detersivi, senza problemi?


“La pulizia e l’igienizzazione della borraccia deve essere quotidiana. Se le indicazioni lo prevedono è bene lavare la borraccia in lavastoviglie che assicurerà anche una buona  asciugatura, in alternativa,  lavare con il normale detersivo per piatti ed uno scovolino di plastica, risciacquare con cura e lasciare scolare bene fino ad asciugatura, senza trascurare la pulizia del tappo e delle guarnizioni del collo (la parte che viene a contatto con la bocca) e/o eventuali beccucci o cannucce. Si può anche usare acqua con aceto e bicarbonato, agitarla, lasciarla riposare per qualche ora, risciacquare con cura e lasciare scolare bene fino a farla asciugare”. 


Gaetano Gorgoni

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