Olio, al via la raccolta delle olive: produzione nel Salento in calo del 95%

domenica 20 ottobre 2019

Dato salentino in controtendenza con quello regionale. Xylella ha completamente annientato l'economia legata alla produzione di olio d'oliva.

Da qualche giorno si è ha aperta ufficialmente la raccolta di olive in Puglia, con la produzione regionale di extravergine stimata nel 2019 in aumento del 70-80% - spiega Coldiretti - dopo il drastico crollo registrato l’anno scorso a causa delle calamità, con una ripresa straordinaria delle aree di Bari, BAT e Foggia con quantità tornate nella media e qualità eccellente, ottime performance di Taranto e Brindisi al netto degli ulivi improduttivi per la Xylella, con un aumento produttivo che oscilla a macchia di leopardo tra il 40 ed il 60%. Incontrovertibile lo scenario produttivo a Lecce, dove si stima un calo del 90-95% rispetto alle medie storiche, perché sia nell’area Ionica che nell’Adriatica la produzione di cellina e ogliarola è azzerata e – riferisce Coldiretti  - risultano produttive solo le piante di leccino.

“La sfida di lavorare in agricoltura in momenti così difficili, su un territorio che vive una emergenza nazionale qual è la Xylella  può sembrare una odissea insuperabile. Noi ci siamo reinventati, diversificando le attività aziendali, potenziando i servizi a beneficio dei turisti, investendo ancora e aspettando di poter reimpiantare, mentre proponiamo l’olio extravergine di olive, quasi imbarazzante per il colore smeraldo che lo caratterizza, degli alberi di Leccino produttivi”, ha detto Rita Esposito, imprenditrice di Masseria Stali di Caprarica di Lecce nel corso dell’incontro organizzato da Coldiretti Donne Impresa Puglia al Castello Carlo V di Monopoli. Si commuove Rita quando ricorda il suo cambio vita “ma non mi pento – ha spiegato - di aver lasciato l’insegnamento per impegnarmi attivamente in azienda. La nostra esperienza degli ultimi 6 anni può servire d’esempio, perché la Xylella non deve continuare ad avanzare, bisogna affidarsi esclusivamente alla scienza e non farsi prendere dall’emotività. Quando un albero è malato va purtroppo espiantato per non far ammalare tutti gli altri. Chi ancora non ha fatto un giro in Salento, lo faccia per capire qual è l’entità del dramma, paesaggistico prima ancora che produttivo, un disastro che i numeri non riescono a rappresentare adeguatamente”.

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