Sconfigge il cancro e realizza il suo sogno: diventa "poliziotto per un giorno"

sabato 19 ottobre 2019

Ieri pomeriggio la Questura di Lecce ha ricevuto la visita di Federico Chianella, un ragazzo che ha combattuto e vinto la battaglia per la vita.

Ha vinto la battaglia per la vita, sconfiggendo un tumore che lo aveva colpito all’età di quattro anni: ieri Federico Chianella è stato l’ospite speciale della Questura di Lecce, realizzando il suo sogno di diventare “Poliziotto per un giorno”: “Quando ero piccolo – ha spiegato -, guardavo i tg, sentivo in continuazione notizie di cronaca: omicidi, violenze, rapimenti. Allora ho pensato che da grande sarei diventato un poliziotto per aiutare i deboli, le vittime dei reati, per contrastare le ingiustizie ed aiutare i cittadini. Questi sono in valori che contraddistinguono un buon poliziotto”.

Federico, come detto, all’età di 4 anni scopre di avere il cancro. La diagnosi è impietosa: un rabdomiosarcoma – tumore maligno che si insinua nei tessuti molli – colpisce il piccolo sognatore al cervelletto. Al Gemelli di Roma inizia il calvario per Federico, mamma, papà ed il fratellino Felice.

In un anno e due mesi di ricovero, Federico, affronta durissimi cicli di chemioterapia, radioterapia e infusioni di cellule staminali. Le speranze di vita, secondo le stime dei medici, si attestano intorno al 20% ma, all’età di sei anni, miracolosamente, il mostro scompare, tuttavia, i medici suggeriscono cautela. Si può parlare di guarigione solo se, trascorsi 5 anni, il tumore non si ripresenta.

Di anni, da quel giorno, ne sono passati 11 e, oggi, Federico, ne ha 17, vive nella provincia di Lecce e frequenta il quarto anno presso un Istituto Tecnico Commerciale: ha vinto la battaglia contro quel “brutto mostro” che, però, gli ha lasciato segni indelebili, avendo perso l’udito e la vista da orecchio e occhio sinistro. Pur continuando a coltivare il sogno di vestire la divisa da poliziotto, Federico sa bene di non possedere i requisiti fisici richiesti per il superamento dei concorsi in Polizia; nonostante ciò continua a credere nei valori e nei principi che hanno alimentato il suo sogno di bambino, quindi di “aiutare i più deboli a non subire più ingiustizie”

    
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