Commissione Legalità Asl Lecce, Laricchia chiede chiarimenti su mancato rinnovo

mercoledì 16 ottobre 2019

Nell’audizione in commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità la consigliera pentastellata è insorta contro la scelta del mancato rinnovo dell’organismo.

Il mancato rinnovo della Commissione per la Legalità e la Trasparenza dei contratti Pubblici della Asl di Lecce, istituita dall’allora direttore generale Melli, è il tema su cui si concentra l’attenzione di Antonella Laricchia, capogruppo regionale del M5S, dopo l’audizione richiesta nella Commissione Regionale di Studio e Inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia dei componenti della Commissione Legalità per conoscere i risultati dell’attività di controllo svolta dal suo insediamento.

Laricchia ricorda come gran parte della documentazione prodotta dall’organismo sia stata portata in Procura dove si stanno valutando eventuali aspetti penali: “Riteniamo – afferma - che fosse un dovere preciso dell’assessore alla Sanità Emiliano verificare quanto scritto nei 12 fascicoli redatti dalla Commissione e farne proseguire il lavoro, anche con altri componenti, per fare piena chiarezza su tutte le criticità evidenziate: dalla manutenzione delle apparecchiature biomedicali affidata senza gara e sembra anche non eseguita, alle 3 risonanze magnetiche acquistate e mai entrate in funzione a Martano e Poggiardo con sperpero di soldi pubblici. Invece niente è stato fatto e i commissari sono stati ‘liquidati’ con una mail senza essere neanche ascoltati né dal successore della Melli, Ottavio Narracci, né tantomeno da Emiliano, assente anche oggi. Che senso ha avuto far lavorare per un anno la Commissione senza poi minimamente tenere in considerazione il lavoro svolto? Da un magistrato in aspettativa ci saremmo aspettati qualcosa in più”.

“In un anno di attività – spiega Laricchia – la commissione ha monitorato tanti aspetti, come le procedure di appalto e il rispetto della normativa, ma che il 19 marzo del 2018 Narracci decise di sciogliere, dichiarandone concluso l’incarico. Eppure - sottolinea la pentastellata -  la Asl di Lecce è stata protagonista di fatti, che anche noi abbiamo denunciato e che sono finiti nelle cronache giudiziarie, come l’ampliamento del poliambulatorio di Martano. Ora aspettiamo la documentazione della commissione per poterla eventualmente inoltrare in Procura. La domanda che avremmo voluto fare a Emiliano è solo una: perché un modello che ha funzionato è stato sospeso, invece di essere esteso a tutte le Asl? Forse un organo di controllo e legalità non è considerato necessario nella gestione della sanità pugliese?”.

 

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