Occhi pigro e glaucoma sottovalutati: l'intervista all'esperto

giovedì 10 ottobre 2019

“Alcuni genitori sottovalutano l’occhio pigro, ma se non si interviene la vista non potrà essere recuperata nemmeno con un’operazione. Tra i mali sottovalutati e diffusi nel Salento c’è il glaucoma, che colpisce gli anziani: patologia subdola perché quando arriva non te ne accorgi. Per proteggere la vista bisogna tenere gli occhi ben aperti sulla prevenzione”. In occasione della Giornata Mondiale della vista abbiamo intervistato l’oculista dell’Asl di Lecce, professor Ezio Leucci, che ci ha dato preziosi consigli di “igiene oculare”. 

Come ogni anno, il secondo giovedì di ottobre si celebra la Giornata mondiale della vista, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I dati diffusi dal Ministero della Salute parlano da soli: la disabilità visiva colpisce circa 253 milioni di persone nel mondo, ed è evitabile o trattabile in oltre l’80% dei casi. “In Italia si stima che siano quasi 1,5 milioni di ipovedenti e 220.000 ciechi - spiegano gli esperti sul sito ministeriale - 

La giornata mondiale rappresenta un momento per ricordare l’importanza del senso che ci fornisce l’80% delle informazioni sul mondo circostante, la necessità di tutelarlo e prendersene cura in ogni fase della vita”. 

Lo slogan di quest’anno è il seguente: “Prenditi cura della tua vista: guarda che è importante!”. La IAPB Italia onlus è impegnata con iniziative su tutto il territorio nazionale per affermare la necessità di prendersi cura della vista a tutte le età. Oggi affrontiamo i problemi dell’occhio pigro, che se non curato darà problemi per tutta la vita, e del glaucoma, una malattia del nervo ottico nella quale si verifica una perdita caratteristica delle fibre, con incremento dell’escavazione della papilla ottica e riduzione del campo visivo. Quest’ultimo problema si evolve danneggiando il campo visivo fino alla completa cecità. Infatti il glaucoma è 

fra le prime cause di cecità nel mondo, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo: si calcola che nel mondo dai 4,5 ai 9 milioni di persone siano cieche per glaucoma.

INTERVISTA AD EZIO LEUCCI, OCULISTA 

Dottore, quali sono le patologie più sottovalutate e trascurate nel Salento?

“Sono sostanzialmente due le patologie più sottovalutate: la prima riguarda i bambini ed è l’ambliopia, quello che viene definito ‘occhio pigro’, una diminuzione dell'acutezza visiva non dovuta di solito ad alterazioni o anomalie strutturali dell'occhio. La seconda patologia più trascurata è il glaucoma, che riguarda adulti e anziani, e non dà sintomi. Tutt’è due queste patologie possono ledere pesantemente la vista. Nel caso del glaucoma in modo più grave, per l’occhio pigro il danno sarà stabilmente grave”. 

Quali sono le conseguenze della trascuratezza, quando si ha a che fare con un “occhio pigro”?

“La trascuratezza, la correzione mancata, comportano una riduzione (anche molto importante) della vista, che non potrà essere più recuperata da adulto. Dal punto di vista pratico, a volte, non ci sono problemi (perché la miopia può non diventare molto alta), ma si rischia di restare fuori da alcuni lavori: non si potrà fare il concorso da pilota con un ‘occhio pigro’ e si è esclusi da molti altri concorsi”. 
Si può risolvere definitivamente il problema dell’occhio pigro?

La terapia è sempre quella dell’occlusione: bendare l’occhio migliore per far lavorare di più quello pigro. Quello che lavora di meno così si abitua a lavorare di più ed entrambi saranno operativi allo stesso modo nel giro di qualche mese”. 

Per i bambini può essere problematico convincerli a mettere quella benda, vero?

“Non è semplice, come è molto difficile anche convincere i genitori. Bisogna farlo perché non ci sono alternative. Molto spesso è più difficile convincere i genitori rispetto ai bambini”. 

Quanto tempo deve rimanere bendato un occhio per vincere la sua pigrizia? 

“Dipende dall’entità: certe volte sono necessari molti mesi. Sicuramente è un sacrificio per tutta la famiglia”.

Quali sono le cause che generano l’occhio pigro?

“L’occhio pigro non ha la stessa capacità di mettere a fuoco le immagini dell’altro occhio: il cervello sceglie l’immagine migliore escludendo l’altra. A volte succede perché c’è una differenza di difetto tra un’occhio e l’altro, oppure perché c’è una deviazione. Il cervello non tollera due immagini diverse e quindi sceglie quella che proviene dall’occhio più sano. Quando facciamo lavorare l’occhio pigro, l’immagine si sistema e il cervello utilizza le immagini di entrambi gli occhi. Il cervello prende le due immagini fatte bene, le sovrappone dando una visione normale (in cui i due occhi cooperano) e non più la precaria visione di un occhio singolo”. 

Molti genitori forse pensano che poi si possa fare un’operazione di eliminazione della miopia e, quindi, recuperare così l’occhio pigro...

“Il problema resta: l’occhio pigro dev’essere risolto subito o non si risolve più, perché l’operazione ripristina la vista com’era, ma quello che vedi prima di fare l’intervento resta immutato (quindi resta il problema che non hai risolto: un occhio che vede di meno). Faccio un esempio: se vedi 10 decimi e viene la miopia, torni a vedere dieci decimi, ma con l’occhio pigro vedo già male di base e tornerò a quella situazione di partenza”. 

Siccome oggi è la Giornata mondiale della prevenzione proviamo a dare dei consigli pratici: a quale età bisogna cominciare a controllare i propri occhi e con quale frequenza? 

“La prima visita deve essere fatta in età prescolare: anche verso i quattro anni i bambini cominciano ad essere collaborativi e si può fare un buon controllo. Se non vengono riscontrati problemi, ci si può limitare a un controllo ogni 3-4 anni. Chiaramente, se si sospetta la miopia, oppure c’è una familiarità con determinati problemi, i controlli sono più frequenti”. 

Quando, invece, si rischia il glaucoma? Qual è l’età più a rischio? 

“Dopo i 40 anni. Ma se c’è un parente in famiglia che avuto il glaucoma, poiché conta moltissimo anche la genetica, è necessario tenere la situazione sotto controllo già molto tempo prima: bisogna misurare la pressione degli occhi. Tanto è un esame semplice”. 

È consuetudine degli oculisti misurare la pressione degli occhi sempre in una normale visita?

“Dipende dall’età del paziente: nei bambini no, ma negli adulti sì”. 

Come si previene il glaucoma?

“Controllandosi, almeno una volta l’anno, se c’è familiarità”. 

Bisogna tenere gli occhi ben aperti, cioè tenere alta la guardia, per proteggere la vista: possiamo chiudere con questo slogan?

“Certamente”.  


Gaetano Gorgoni
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