Uva da tavola: 6 centesimi ai produttori, 6 euro nei supermercati. Cia: "Scandaloso"

martedì 8 ottobre 2019
Il rincaro del prezzo nella grande distribuzione è di dieci volte quanto corrisposto ai produttori pugliesi. 

Uva da tavola, 60 cent ai produttori ma fino a 6 euro in supermercato. É il grido d'allarme dei produttori di uva da tavola pugliesi di cui si fa portavoce la Cia Agricoltori Italiani della Puglia. Ai produttori di uva da tavola, una vera e propria eccellenza pugliese, sono corrisposti mediamente 60 centesimi al chilogrammo.
Lo stesso prodotto, la Grande Distribuzione Organizzata lo vende ai consumatori a un prezzo che può variare dai 2 ai 6 euro, vale a dire fino a 10 volte di più di quanto riconosciuto all’azienda agricola. “C’è uno squilibrio evidente, che dovrebbe destare scandalo”, ha dichiarato il presidente regionale di CIA Puglia Raffaele Carrabba. “Stiamo parlando di redditività per le aziende agricole, della possibilità per i produttori di ricevere un giusto compenso per ciò che producono. Questo significherebbe avere imprese agricole che possono continuare a creare posti di lavoro, avendo le risorse necessarie a investire anche sulla qualità e la salubrità del prodotto.
La corsa al ribasso, tra l’altro, vale solo per i produttori, poiché sui consumatori la GDO compie ricarichi che arrivano a 10 volte il prezzo corrisposto agli agricoltori”.
“E’ un problema molto serio”, ha aggiunto Sergio Curci, responsabile regionale GIE Ortofrutta per CIA Puglia (Gruppi di Interesse Economico) “che non riguarda soltanto l’uva da tavola, ma la quasi totalità dei prodotti agricoli”.“Il problema è avvertito in tutto il Foggiano”, ha spiegato il presidente provinciale di CIA Capitanata, Michele Ferrandino.
“Stiamo lavorando da anni, anche nel Barese, per favorire la costituzione delle OP, le Organizzazioni di Produttori, e più in generale l’aggregazione che assicura un maggiore potere contrattuale nei confronti di parte industriale e GDO”, ha dichiarato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante. “Molto spesso”, ha aggiunto Pietro De Padova, presidente provinciale CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), “i produttori, loro malgrado, sono costretti a lasciare sulle piante i prodotti del loro lavoro: tutto questo è inaccettabile e mortificante”. “Viviamo la stessa situazione anche nelle province salentine”, ha spiegato Benedetto Accogli, presidente provinciale di CIA Salento.

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