"InMare", una nursery ittica nelle acque di Gallipoli: sabato in onda su "LineaBlu"

lunedì 30 settembre 2019

Un allevamento di pesce di alta qualità in mare aperto con un sistema di gabbie galleggianti: un'intuizione tutta salentina diventata realtà nel 2005 grazie alla caparbietà i fratelli Reho. Sabato il racconto nel programma di Rai 1.

Una "nursery ittica" nell'azzurro del Mar Ionio. È nelle acque cristalline di Gallipoli che orate, spigole e ombrine di alta qualità vengono allevate in grandi gabbie galleggianti. Un acquario marino dove ogni specie gode dell'eccezionale pasto offerto dal Mar Mediterraneo: tutto questo è InMare, una produzione di pesce tutta salentina nata nel 2005 dall’intuizione e dalla caparbietà dei cinque fratelli Reho, menti e braccia della Reho Srl. 

Un sogno nato tra i banchi del liceo e alimentato dal desiderio di realizzare qualcosa di innovativo. E così che la caparbietà di cinque ragazzi si trasformò in intuizione. L'impegno, l'entusiasmo, la passione incontrarono la fiducia di alcuni parenti che sostennero l'iniziativa dando il giusto supporto economico per far partire l'idea imprenditoriale, la stessa con cui mesi dopo ottennero un finanziamento.

Il successo imprenditoriale è la realizzazione del sogno di allevare pesce nelle acque del mare salentino, adottando un sistema di gabbie galleggianti in mare aperto, ancorato ad un fondale di circa 40 metri di profondità. 

 Il ciclo produttivo della Reho Srl inizia ogni anno con l'acquisto di novellame da aziende certificate e si conclude dopo circa 14 mesi. 

Ogni gigantesco acquario marino, largo 20 metri e profondo altrettanto, viene abitato da baby pesci del peso di 2 grammi. In questa nursery ittica, ogni specie gode dell'eccezionale pasto offerto dal Mediterraneo: oltre a plancton, alghe ed altre sostanze organiche che filtrano attraverso le reti delle gabbie, il menù prevede un energetico mangime, a base di farine di cereali e pesce azzurro.

Milioni di orate, spigole ed ombrine così si nutrono e crescono in mare aperto, nel bel mezzo di forti correnti; ciò, oltre ad evitare accumuli di metabolici sul fondale, trasforma i pesci "InMare" in veri atleti.

Costretti a nuotare in profondità, le loro carni crescono sode e prive di grassi in accumulo, sino a raggiungere il peso forma medio di 300 grammi.

A questo punto, una vera e propria battuta di pesca prende il via: una squadra di esperti, dotati di muta, bombole e reti, ma soprattutto di forza e passione, recupera il pesce azzurro; dopo pochi minuti giunge nello stabilimento situato nella zona industriale di Gallipoli, un capannone di oltre mille metri quadrati.

Qui il pescato viene prima raccolto in contenitori che garantiscono la sua conservazione a temperatura controllata, poi "etichettato". Dopo un paio di ore è pronto a partire alla volta di pescherie, ristoranti e supermercati, arrivando così sulle tavole degli italiani: la targhetta con il marchio InMare ne garantisce la qualità e la tracciabilità.

L'obiettivo, infatti, è quello di soddisfare il consumatore fornendo un prodotto fresco, salubre e allevato in un ambiente incontaminato, secondo un preciso protocollo di lavorazione che garantisce igiene e controllo della qualità.

Lo sforzo ed il rischio degli uomini di "InMare" sono aspetti incommensurabili, ma ripagati da vari traguardi: su tutti la certificazione ICEA, raggiunto nel dicembre del 2011, dopo un rigido protocollo di analisi dell'ambiente, del pesce stesso, della lavorazione e della rigorosa alimentazione del pesce con prodotti biologici.

Sabato pomeriggio uno speciale di "Linea Blu" racconterà su Rai1 il progetto strepitoso di questa grande Nursery ittica tutta salentina. 

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