Screening colon retto: a lavoro per la campagna di prevenzione

venerdì 20 settembre 2019

Si conclude oggi la tre giorni di formazione. Cinque incontri a Lecce, Galatina e Gallipoli, Maglie e Tricase. Coinvolte 260 farmacie in tutto il Salento: dovranno distribuire i kit gratuiti alla popolazione target, uomini e donne tra i 50 e 69 anni.

Farmacisti “alleati” della ASL. E’ tutto pronto per la partenza dello screening del colon retto, il terzo dopo quello della cervice uterina e della mammella. L’avvio ufficiale è fissato a fine ottobre, quando la ASL Lecce comincerà a far partire le prime lettere d’invito alla popolazione target: donne e uomini tra i 50 e 69 anni.

Prima, però, l’azienda sanitaria ha avviato una tre giorni di formazione per coinvolgere le 260 farmacie dell’intero territorio salentino, in collaborazione con la presidenza dell’Ordine dei Farmacisti e Federfarma. Cinque gli incontri, condotti dall’esperto regionale Albano Nehludoff.

Saranno i farmacisti, insomma, il trait d’union tra l’azienda sanitaria e i cittadini. Ma non saranno i soli. La responsabile degli screening oncologici della ASL Lecce, l’oncologa Rosachiara Forcignanò, assieme ai suoi collaboratori della Direzione Generale sta puntando su una strategia diversificata. Innanzitutto, aumentare e migliorare i punti di contatto con il pubblico, compito in cui saranno impegnati da un lato la segreteria screening e dall’altro il call center centralizzato per i tre screening (a breve sarà attivato un unico Numero Verde).

“L’esito favorevole di questo screening come degli altri – spiega Forcignanò – passa attraverso la sensibilità dei farmacisti come dei medici di base rispetto a questi delicati temi. Saranno loro i nostri migliori alleati nel mettere a dimora il seme della prevenzione, e più in generale della promozione della salute, tra le persone. Del resto, il successo della campagna è legato intimamente alla crescita della consapevolezza tra gli uomini e le donne, i quali devono comprendere che aderire allo screening non è rispondere alla ASL o assecondare un adempimento burocratico, ma significa avere a cuore la propria salute. In un solo concetto: volersi bene”.

Si parte a fine ottobre con l’invio delle lettere ai e alle 69enni, l’ultima età utile prima dell’uscita dallo screening. Poi, chi avrà ricevuto l’invito potrà recarsi in farmacia per richiedere il kit e fare l’esame comodamente a casa, prima della riconsegna e di conoscere l’esito: se negativo arriverà una semplice comunicazione al domicilio, se positivo si attiverà il percorso di approfondimento diagnostico e sarà cura della ASL contattare direttamente la persona interessata.

Screening: chi è costui

Lo screening al colon retto è un programma di prevenzione offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario per intercettare piccole formazioni benigne che possono evolvere in tumore maligno. I tumori dell’intestino (colon retto) si sviluppano molto lentamente a partire dalla presenza di polipi (adenomi) che possono iniziare a sanguinare diversi anni prima della comparsa di altri disturbi. Il sangue tuttavia non è visibile a occhio nudo e può essere identificato solo con un esame delle feci chiamato “ricerca del sangue occulto”.

A chi si rivolge

Lo screening del colon retto si rivolge a donne e uomini in età fra i 50 e i 69 anni che vengono invitati a effettuare l’esame del sangue occulto nelle feci. L’esame è completamente gratuito.

Come fare l'esame

Una volta ricevuta la lettera di invito dalla ASL, si può ritirare il kit necessario, distribuito gratuitamente in farmacia. L’esame consiste nel prelevare un piccolo campione di feci con la strumentazione presente nel kit e di conservarlo in frigo fino alla riconsegna dello stesso kit in farmacia. Sarà compito della farmacia provvedere alla consegna dei kit ai laboratori preposti. L’esame viene effettuato comodamente a casa propria senza dover seguire una dieta particolare. La risposta verrà spedita a casa. In caso di risultato positivo sarà necessario effettuare degli approfondimenti attraverso la colonscopia. E’ importante ripetere lo screening ogni due anni e non sottovalutare eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo un esame di screening normale.

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