Parto senza dolore per tutte, ma mancano gli anestesisti

venerdì 20 settembre 2019

Nell’ospedale pubblico di Lecce si pratica la partoanalgesia (ne abbiamo parlato di recente), ma 35 chilometri più in là, a Brindisi non c’è (e anche la clinica privata Salus non la praticherà più): la tecnica che evita di far soffrire le donne viene applicata a macchia di leopardo nel grande Salento (Lecce, Brindisi e Taranto). Sotto accusa la carenza di medici, che nel brindisino sta creando non pochi problemi. “Mancano gli anestesisti: stiamo provvedendo ad assumerli” - spiegano dall’Asl di Brindisi. Ma a questo punto tutto il Salento, in qualsiasi momento, potrebbe essere privato di un servizio utilissimo: basta un solo pensionamento. La sanità, insomma, non è uguale per tutti se in alcuni territori si danno dei servizi e in altri no. 

Partorire con un dolore minimo, quello iniziale, fino a una dilatazione di 5 centimetri è un diritto di tutte le donne. I progressi della medicina non possono essere a vantaggio solo di una fascia di popolazione. Ma nel Salento non tutte le strutture praticano l’epidurale. Un ospedale pubblico importante come il Perrino di Brindisi non garantisce la partoanalgesia. È una cosa inaccettabile. La Clinica privata Salus, invece, da quello che ci spiegano nell’Asl brindisina sembra che stia dismettendo l’intero reparto di Ostetricia e Ginecologia per antieconomicità. Proprio lì si praticava la partoanalgesia: in altre parole un privato tiene in piedi un servizio pubblico, là dove l’ospedale privato non riesce a fornirlo, ma a gennaio chiuderà e il territorio Brindisino rischia di retrocedere in una sanità di serie B per quanto riguarda il parto senza dolore. A questo punto nessuno può stare più tranquillo, come ci spiegano dall’Asl di Brindisi: manca il personale, allora basterà qualche pensionamento a Lecce o in qualche altra parte del Salento per eliminare servizi? Per praticare questo tipo di tecnica medica è necessario un anestesista sempre a disposizione della sala parto, in grado di attuare la procedura in tempi utili per la partoriente e capace di presenziare ogni una o due ore per somministrare le varie dosi di farmaci. 

LA PARTOANALGESIA RIENTRA NEI LEA E DOVREBBE ESSERE ASSICURATA A TUTTI 

Come abbiamo già scritto, esistono due tipi di anestesia durante il parto: epidurale e spinale. Si tratta di due tipi di anestesie loco-regionali lombari: in altre parole, prevedono una puntura nella schiena. Con l’epidurale o peridurale l’anestetico viene iniettato nello spazio tra il canale osseo della colonna vertebrale e la membrana più esterna che riveste il midollo spinale: in 15 - 20 minuti il gioco è fatto per un parto senza dolore. Con l’anestesia spinale, invece, si somministra una sola iniezione senza catetere (l’azione dell’anestesia è più rapida, in 3 minuti ha effetto). L’epidurale si usa per l’analgesia del travaglio e del parto, mentre la spinale si usa per il parto cesareo. Ma le due anestesie possono essere anche combinate l’una con l’altra a seconda dei casi. La figura dell’anestesista per praticare questo tipo di tecnica è fondamentale: l’epidurale deve essere seguita lungo tutta la giornata. Gli anestesisti leccesi difendono a spada tratta la partoanalgesia, che dal 2016 entrata nei Lea, ovvero livelli essenziali di assistenza: significa che dovrebbe essere garantita a tutti i pugliesi indistintamente. Dunque questa tecnica non è un favore per le neomamme, ma un diritto. Ci sono state delle durissime battaglie, soprattutto politiche, per garantire la prestazione anche alle donne meno abbienti. 

L’unità operativa di anestesia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, guidata dal Dottor Giuseppe Pulito, ha una tradizione di partoanalgesia importante: questa tecnica viene eseguita da oltre 10 anni nel nosocomio leccese, stiamo parlando di una delle migliori realtà della Puglia. Fa specie che a 40 km di distanza la partoanalgesia non esista. Secondo gli anestesisti leccesi, che abbiamo intervistato in un precedente servizio, il parto col dolore attenuato è sempre meglio del parto naturale ed è impossibile sbagliare le dosi di anestesia. “Con la partoanalgesia il parto resta naturale al 100%. I farmaci utilizzati sono gli stessi che si usano per un’anestesia, ma a concentrazioni nettamente inferiori. In questo modo si ottiene l’analgesia e non l’anestesia. Questo vuol dire che i muscoli restano completamente attivi. La partoriente avverte la contrazione e può spingere come farebbe senza epidurale: l’unica differenza è nel notevole abbattimento della percezione del dolore. Un grande passo avanti per le donne, soprattutto quelle che soffrono di ansia o altri problemi”. 

LA BATTAGLIA PER UN DIRITTO CHE NON SI NEGA A NESSUNO 

Istituzioni e politica provano a mobilitarsi per garantire alle donne brindisine la partoanalgesia: è una battaglia di civiltà. Il piano regionale del 2017, voluto dalla giunta Emiliano, prevede il parto senza dolore in tutti gli ospedali pugliesi dove c’è il Reparto di Ostetricia e Ginecologia. “Ci sono pochi anestesisti- spiegano dalla direzione Asl di Brindisi - Stiamo provvedendo ad assumerne qualcuno. Le procedure sono in moto. È un impedimento che non possiamo superare in poco tempo”. Partorire nel Brindisino per ora conviene di meno. 

Gaetano Gorgoni

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