Italia nostra contro la fontana odiata da Sgarbi: “Gli ex amministratori risarciscano”

martedì 17 settembre 2019

Il referente di Italia Nostra, Marcello Seclì ha inviato una lettera alla Soprintendenza, dopo l'ordine dell’ente di demolire il manufatto addossato alla chiesa matrice. L’ex sindaco di Melissano, Roberto Falconieri invitato a elargire un contributo di solidarietà di 20mila euro.

Gli ex amministratori di Melissano dovrebbero risarcire la comunità per la costruzione della fontana addossata alla chiesa matrice. Lo chiede il referente di Italia Nostra, Marcello Seclì che ha inviato una lettera alla Soprintendenza in cui avanza alcune proposte, dopo l’ordine di demolizione arrivato nei giorni scorsi.

“Sin dalle fasi di realizzazione Italia Nostra -spiega Seclì- ha denunciato nelle diverse sedi il fatto che l’intervento era stato realizzato abusivamente, che risultava un evidente oltraggio ai luoghi. È  doveroso ricordare che, anche per tale opera e per il poco rigore nella gestione amministrativa, il Comune di Melissano è entrato in dissesto finanziario.

Italia Nostra ha avuto modo di contattare più di recente anche il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi che, con molta sensibilità e disponibilità, ha chiesto di essere accompagnato dagli esponenti di Italia Nostra sui luoghi (visita che è avvenuta il pomeriggio del 3 settembre) per verificare di persona. Durante la visita, nel rilevare le caratteristiche del manufatto e l’incongruenza con l’attigua chiesa, Vittorio Sgarbi non ha esitato di affermare che tale manufatto risultava “un crimine puro”.

Seclì sottolinea come, nei giorni scorsi, il Gruppo consiliare di maggioranza “Insieme per Melissano” abbia chiarito sui social che l’amministrazione ha l’intenzione di definire un percorso alternativo per raggiungere gli obiettivi senza gravare sulle casse comunali “in quanto il Comune non ha i fondi per procedere né alla preliminare progettazione, né alla successiva demolizione dell’opera”.

Italia Nostra avanza alcune proposte: “L’amministrazione comunale istituisca un Comitato tecnico culturale che affiancasse la stessa amministrazione per attuare un programma di iniziative in cui l’abbattimento del manufatto possa risultare un percorso di crescita culturale e sociale della comunità.

Sia organizzato a breve un incontro pubblico per informare i cittadini sul programma e gli obiettivi che l’amministrazione comunale intende perseguire attraverso un programma finalizzato all’abbattimento della fontana e che, nel frattempo, venga proposto con la direzione dell’Istituto Comprensivo di Melissano un percorso didattico da svolgersi durante l’anno scolastico 2019/2020.

Chiedere ai tecnici che a suo tempo progettarono l’opera e che vennero ricompensati (uno di essi oggi ricopre l’incarico di Consigliere comunale) di predisporre gratuitamente il progetto di abbattimento del manufatto e di ripristino dello stato dei luoghi e che per l’effettuazione di lavori di abbattimento venga predisposto un avviso pubblico per riscontrare l’impegno di qualche azienda del territorio.

Infine chiedere -conclude Seclì- agli amministratori comunali di Melissano che allora decisero di realizzare l’orrendo manufatto di versare liberamente un contributo simbolico quale risarcimento alla collettività nella misura di almeno 20mila euro per il sindaco, 10mila euro per gli assessori ed 5mila euro per i consiglieri: somma che potrebbe essere utilizzata quale rimborso simbolico all’impresa disposta ad effettuare i lavori gratuitamente”.

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